Il Comune di Varsavia è prossimo a dotarsi di un nuovo sistema di sorveglianza contro i droni, in un momento in cui le incursioni e gli avvistamenti di velivoli senza pilota stanno diventando una crescente preoccupazione per la sicurezza europea.

La capitale polacca ha infatti annunciato l’intenzione di acquistare entro la fine dell’anno un sistema dal valore di circa 1 milione di zloty, pari a 232.000 euro, capace di rilevare e identificare i droni che sorvolano il centro cittadino. La notizia, riportata da Gazeta Wyborcza, è stata confermata dalla portavoce del Comune Monika Beuth.

Il sistema dovrebbe consentire alle autorità di monitorare lo spazio aereo, registrare l’attività dei droni e individuare più rapidamente eventuali minacce. Attualmente, secondo Beuth, le autorità vengono spesso informate della presenza di un drone soltanto dopo che il velivolo è stato avvistato e segnalato da cittadini.

L’obiettivo è quindi creare un livello intermedio tra la semplice segnalazione da parte della popolazione e l’intervento delle autorità, migliorando la capacità di individuazione preventiva.

Gli episodi che hanno evidenziato le vulnerabilità dello spazio aereo europeo sono iniziati lo scorso anno e si sono sempre più intensificati nel 2026. Il primo che ha coinvolto la Polonia risale a settembre 2025, quando, durante un massiccio attacco russo contro l’Ucraina, circa una ventina di droni russi hanno lo spazio aereo polacco.

L’episodio spinse Varsavia a chiedere consultazioni ai sensi dell’Articolo 4 della NATO, mentre aerei polacchi e alleati furono impiegati per contrastare gli oggetti considerati ostili.

A luglio di quest’anno risale l’avvenimento più preoccupante: la precipitazione di un missile da crociera russo Kh-101 a circa 100 chilometri dal confine ucraino. Le autorità polacche hanno definito l’episodio una nuova prova delle difficoltà legate alla sorveglianza dello spazio aereo nazionale.

Gli alleati NATO hanno inoltre condannato le ripetute violazioni dello spazio aereo di Polonia e Romania, inserendole in un quadro più ampio di minacce ibride e di crescente pressione sulla sicurezza dell’Alleanza, e il segretario Mark Rutte ha apertamente parlato di “atti irresponsabili da parte di Mosca”.

Il progetto di Varsavia non rappresenta un’iniziativa isolata. A gennaio la Polonia ha firmato contratti per il sistema antidroni San, composto da 18 batterie, 52 plotoni di fuoco e circa 700 veicoli, con l’obiettivo di renderlo operativo entro due anni. Il programma, dal valore di diversi miliardi di euro, si inserisce in una più ampia architettura di difesa aerea che comprende anche i sistemi Patriot, Narew e Pilica.

A livello europeo, la questione è altrettanto centrale. La Commissione ha promosso l’idea di un “muro di droni” sul fianco orientale dell’Unione, mentre il commissario europeo alla Difesa Andrius Kubilius ha sottolineato la necessità di migliorare rapidamente le capacità di rilevamento, anche attraverso sensori acustici e tecnologie sviluppate sul campo in Ucraina.

Tanto la Polonia quanto le istituzioni europee, attraverso tali progetti, chiariscono come i droni non sono più soltanto una questione militare, ma anche un problema per la protezione delle capitali, delle infrastrutture critiche e delle istituzioni politiche europee.

Il sistema destinato alla capitale dovrebbe infatti coprire diversi siti sensibili, anche se le autorità non hanno specificato quali. Tra le ipotesi figurano edifici governativi e parlamentari. Il Comune di Varsavia coprirà il 20% dei costi, mentre il restante 80% sarà finanziato attraverso il Programma governativo per la protezione civile e la difesa civile.

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