L’economia tedesca continua a non riuscire a prendere un chiaro slancio. Consumi deboli, investimenti in calo, costi energetici elevati e crescente pressione da parte di Alternative für Deutschland (AfD | ESN) pongono il governo di Friedrich Merz di fronte a una sfida difficile. Il cancelliere annuncia riforme e punta a mantenere la potenza industriale della Germania, ma il tempo a disposizione per attuarle è sempre più ridotto.

La Germania ha registrato nella prima metà del 2026 una modesta crescita economica (1,0% su base annua), trainata soprattutto dalle esportazioni, mentre i consumi interni e gli investimenti delle imprese rimangono stagnanti. Sebbene il PIL nel secondo trimestre del 2026 sia cresciuto dello 0,3% rispetto al trimestre precedente – più dello 0,2% previsto dalla stima iniziale – si tratta comunque di un rallentamento rispetto allo 0,4% registrato nel primo trimestre.

Secondo i dati, le esportazioni di beni e servizi rimangono il principale motore della crescita, mentre gli investimenti in macchinari e attrezzature sono diminuiti dell’1,4% su base trimestrale e gli investimenti lordi complessivi si sono ridotti dello 0,2%. A ciò si aggiungono i timori per la sicurezza legati a presunti attacchi ibridi e la pressione politica esercitata da AfD.

“Il nostro Paese ha un enorme potenziale e non c’è alcun motivo per sminuirlo”, ha sostenuto il cancelliere Friedrich Merz, aggiungendo che la Germania dispone ancora “di un’eccellente base industriale, di una forte classe media e di un settore manifatturiero apprezzato in tutto il mondo”.

Merz ha dichiarato come l’ambizione del governo federale sia chiara: la Germania deve rimanere un forte Paese industriale. “Anche nell’era dell’intelligenza artificiale vogliamo essere ai vertici mondiali”.

Narrazioni contrapposte

La ripresa economica, la competitività tecnologica e la sicurezza nazionale rappresentano i principali ambiti delle sfide strategiche che la Repubblica Federale Tedesca deve affrontare. L’obiettivo immediato del governo – come ha sottolineato Merz – è passare dagli annunci all’attuazione concreta, riducendo la burocrazia, abbassando i costi per le imprese, accelerando l’innovazione e portando a compimento le controverse riforme in materia pensionistica, sanitaria, fiscale e digitale.

Il ministro delle Finanze Lars Klingbeil deve trovare un equilibrio tra investimenti, spesa per la difesa e vincoli fiscali; il ministro dell’Interno Alexander Dobrindt punta a rafforzare le capacità nazionali nel campo della sicurezza e dell’intelligence; mentre il ministro della Difesa Boris Pistorius lavora al rafforzamento della prontezza militare e del sostegno all’Ucraina.

L’AfD ha interesse a sfruttare la frustrazione economica, il senso di insicurezza e le controversie all’interno della coalizione. Il rallentamento economico e le preoccupazioni legate alla migrazione e alla sicurezza offrono all’estrema destra l’opportunità di presentare la coalizione come inefficace.

Secondo l’opposizione, “la ripresa è troppo debole” ed è trainata soprattutto dalle esportazioni, mentre consumi e investimenti rimangono deboli, l’occupazione è diminuita, le previsioni annuali del governo si fermano allo 0,5% e “il problema è più profondo”.

Tra le principali cause vengono indicate i costi dell’energia, la demografia, la debole crescita della produttività, la carenza di personale, l’esposizione al commercio globale e la trasformazione dell’industria automobilistica. Allo stesso tempo, l’opposizione sottolinea che “la deregolamentazione, da sola, non risolverà questi problemi”.

Speranze e riserve

I problemi strutturali della Germania richiedono riforme che possono essere economicamente necessarie, ma politicamente impopolari. Il governo deve contemporaneamente mantenere la coesione della coalizione e convincere gli elettori che le riforme serviranno a migliorare – e non semplicemente a ridurre – il loro tenore di vita.

Secondo quanto riportato dai media tedeschi, grandi aziende e organizzazioni imprenditoriali – tra cui BMW, Siemens, Audi, Mercedes-Benz e Porsche – hanno chiesto a Merz di attuare “rapidamente e senza tagli” le riforme previste dall’accordo di coalizione. Tra le ragioni indicate figurano gli elevati prezzi dell’energia, la concorrenza internazionale e il rischio che investimenti e posti di lavoro inizino a lasciare la Germania.

Gli imprenditori si sono concentrati anche sul peso dei contributi previdenziali e assistenziali. Un appello congiunto delle organizzazioni economiche ha sottolineato che il carico complessivo applicato alle retribuzioni ha già superato il 42% e ha chiesto riforme strutturali capaci di ridurre tali costi.

Questa pressione pone il governo di fronte a un difficile compromesso politico: i datori di lavoro chiedono costi del lavoro più bassi, maggiore flessibilità occupazionale e un controllo più rigoroso della spesa sociale, mentre i sindacati e i parlamentari socialdemocratici si oppongono a misure volte a ridurre le garanzie pensionistiche, indebolire gli standard lavorativi o trasferire i costi sulle famiglie.

La sicurezza come ragion di Stato

Tra le questioni più importanti vi è anche la sicurezza, pubblicamente collegata alla crescente pressione ibrida esercitata dalla Russia. “Gli eventi delle ultime settimane hanno suscitato ulteriori preoccupazioni e inquietudini nella nostra società”, ha dichiarato Merz, facendo riferimento all’attacco con droni contro l’aeroporto di Lipsia/Halle, una struttura importante per la logistica militare e il trasporto dei rifornimenti.

Il cancelliere ha annunciato che il governo sta lavorando per identificare i responsabili e ha avvertito che coloro che si trovano dietro gli attacchi “pagheranno per questo”.

“La Germania rimane un Paese sicuro”, ha assicurato il cancelliere, sottolineando che il governo federale sta rafforzando la protezione del territorio, anche attraverso la creazione di un centro per la difesa anti-drone a Magdeburgo-Kochstedt.

Tra le misure in corso figurano inoltre il rafforzamento dei poteri dei servizi di intelligence e gli sforzi per rendere più rapide le azioni di risposta e l’attribuzione delle responsabilità per gli attacchi sostenuti dall’estero e per le operazioni informatiche ostili.

Nonostante l’intensificarsi della campagna anti-ucraina, il cancelliere Merz ha ribadito l’impegno a “continuare il sostegno all’Ucraina”. Ha definito la Germania «il più forte sostenitore dell’Ucraina» e ha sottolineato che l’obiettivo di tale sostegno non è prolungare la guerra, bensì esercitare pressione sulla Russia e arrivare a negoziati di pace.

Tradotto da Cesare Ceccato. Articolo originale pubblicato da Focus Europe Poland disponibile qui.

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