Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha intensificato la pressione diplomatica di Kyiv nei confronti dell’Iran, sostenendo che Teheran sia stata, di fatto, parte integrante della guerra condotta dalla Russia sin dal primo anno dell’invasione su vasta scala, attraverso la fornitura a Mosca di droni, tecnologie militari e armamenti.

Le dichiarazioni si inseriscono nella più ampia strategia dell’Ucraina volta a presentare il conflitto non come una guerra esclusivamente bilaterale con la Russia, bensì come uno scontro con una rete di Stati che sostengono il Cremlino, tra cui proprio Iran e Corea del Nord.

Intervistato da Sky News, Zelensky ha respinto l’idea che le tensioni con l’Iran debbano essere considerate separate dall’invasione russa, dopo che Teheran ha accusato l’Ucraina di aver attaccato, il 25 luglio, una nave mercantile iraniana nel Mar Caspio. Secondo le autorità iraniane, nell’incidente un marinaio è morto e un altro è rimasto ferito.

Il presidente ucraino ha ribadito che il sostegno militare fornito dall’Iran alla Russia equivale a una partecipazione diretta al conflitto, pur in assenza di un coinvolgimento ufficiale sul campo di battaglia. “Cosa pensate che significhi il trasferimento di nuove tecnologie alla Russia nel primo anno di guerra? Hanno fornito i droni Shahed. Ne hanno consegnati migliaia durante il primo anno del conflitto e successivamente hanno concesso le licenze per la loro produzione. Ci hanno attaccato? Io credo di sì”, ha dichiarato Zelensky.

Dopo oltre quattro anni di guerra, l’Ucraina è diventata a sua volta uno dei principali sviluppatori di tecnologie avanzate per droni autonomi e sistemi da combattimento basati sull’intelligenza artificiale. Nel frattempo, anche il contesto regionale è cambiato in seguito al recente conflitto che ha coinvolto Israele, Stati Uniti e Iran, con Kyiv intenzionata ad affermarsi come attore strategico rilevante anche al di fuori del teatro europeo.

Evitare un nuovo fronte senza ignorare la realtà

Zelensky ha sottolineato che l’Ucraina deve evitare l’apertura di un nuovo fronte, pur mantenendo una valutazione realistica del sostegno che la Russia continua a ricevere da Iran e Corea del Nord.

“Dobbiamo essere prudenti. Dobbiamo fare tutto il possibile per evitare, in qualsiasi circostanza, l’apertura di un nuovo fronte, ma dobbiamo anche essere sinceri. Iraniani e nordcoreani ci hanno già attaccato”, ha affermato il presidente ucraino. “Mi auguro che non intensifichino questi attacchi, ma dobbiamo essere preparati a ogni scenario. Semplicemente, non possiamo fidarci di loro”.

Fin dall’inizio dell’invasione, ha ricordato Zelensky, entrambi i Paesi hanno fornito alla Russia equipaggiamenti militari, tra cui droni, missili e munizioni d’artiglieria. Ha inoltre affermato che Mosca starebbe cercando di ottenere l’invio di ulteriori 30.000 soldati nordcoreani e che, dal mese di giugno, avrebbe predisposto strutture nella regione russa di Voronež per accoglierli. Secondo il presidente ucraino, Pyongyang si starebbe inoltre preparando a trasferire ulteriori lanciatori di missili balistici alla Russia.

Un simile approfondimento della cooperazione militare, ha avvertito Zelensky, consentirebbe a Mosca di contribuire al miglioramento delle capacità belliche della Corea del Nord e di offrirle preziosa esperienza operativa sul campo, con implicazioni che andrebbero ben oltre il conflitto ucraino, rappresentando una minaccia per numerosi Paesi asiatici situati nel raggio d’azione dei missili nordcoreani.

Il presidente ha anche dichiarato che Kyiv avrebbe rilevato un’intensificazione delle attività di sorveglianza satellitare russe nei confronti degli Stati del Golfo e delle installazioni militari statunitensi presenti nella regione. Collegando le attività della Russia alla sicurezza mediorientale, Zelensky intende sottolineare come le azioni di Mosca e dei suoi alleati non riguardino soltanto l’Ucraina, ma abbiano conseguenze sull’intera architettura della sicurezza regionale, rafforzando così anche le argomentazioni a favore del mantenimento del sostegno militare e dell’intelligence statunitense.

Attese nuove proposte di pace

Nel frattempo, Reuters riferisce che Washington starebbe preparando un nuovo pacchetto di proposte per porre fine alla guerra. Uno degli elementi centrali dell’iniziativa sarebbe la sospensione degli attacchi aerei reciproci a lungo raggio.

La proposta è attualmente oggetto di consultazioni tra Washington e Kyiv prima di essere sottoposta a Mosca. Zelensky dovrebbe recarsi negli Stati Uniti oggi, martedì 28 luglio, per incontrare il presidente americano Donald Trump.

Tradotto da Cesare Ceccato. Articolo originale pubblicato su EUAlive disponibile qui.

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