Il primo ministro ceco Andrej Babiš ha elogiato la prossima EXPO 2027 di Belgrado, definendola un evento di “Serie A”, e ha sottolineato al contempo il buon rapporto tra Praga e i Balcani occidentali, con la crescita delle esportazioni ceche nel settore della difesa verso Serbia e Montenegro.
Nel suo consueto messaggio settimanale sui social media, diffuso dopo una visita a Belgrado, Babiš ha invitato i cittadini cechi a partecipare all’esposizione il prossimo anno. “Avremo un padiglione magnifico. L’EXPO 2027 in Serbia sarà un evento di primissimo livello: dovete andarci per vederla. Il nostro padiglione sarà situato in una posizione eccellente”.
“I serbi stanno investendo 1,2 miliardi di euro e, allo stesso tempo, stanno costruendo un nuovo stadio di calcio da 52.000 posti. Si tratta di un investimento straordinario su un’area di 200 ettari”, ha dichiarato, riferendosi al sito visitato giovedì.
Nel corso della stessa visita, Babiš ha inoltre espresso pubblicamente perplessità sul fatto che la Serbia sia ancora esclusa dallo spazio Schengen, osservando che alcuni Stati membri attuali garantiscono una protezione delle frontiere meno efficace. Ha inoltre ricordato che nel 2021 la Serbia fornì alla Repubblica Ceca 100.000 dosi di vaccino contro il COVID-19, in un momento in cui l’Unione europea non era stata in grado di farlo.
Il premier ceco ha definito la politica di allargamento dell’Unione verso i Balcani occidentali “una storia infinita” che si protrae da decenni, ha sollecitato una più rapida integrazione della Serbia e ha evidenziato il forte aumento dell’interscambio commerciale bilaterale, passato da 430 milioni a 2,4 miliardi di euro.
Le dichiarazioni, rilasciate accanto al presidente serbo Aleksandar Vučić, riflettono il sostegno pragmatico di un leader del Gruppo di Visegrád al percorso europeo della Serbia, in un contesto segnato dal dibattito su migrazione e stabilità regionale.
EXPO 2027 Belgrado
L’esposizione universale di Belgrado, riconosciuta dal Bureau International des Expositions (BIE), è in programma dal 15 maggio al 15 agosto 2027 nell’area di Surčin, alla periferia della capitale serba. Sarà la prima manifestazione di questo tipo organizzata in Serbia e nell’intera regione dei Balcani occidentali.
Sotto lo slogan “Play for Humanity – Sport and Music for All, EXPO dovrebbe attirare oltre quattro milioni di visitatori e più di 130 Paesi e organizzazioni internazionali partecipanti. Il complesso fa parte di un più ampio progetto di sviluppo urbano che comprende un nuovo Stadio Nazionale da 52.000 posti, un centro acquatico e strutture residenziali.
Il costo complessivo della realizzazione del sito espositivo e delle infrastrutture collegate è stimato tra 1,3 e 1,7 miliardi di euro, con il gruppo cinese Power China nel ruolo di principale appaltatore. Gli organizzatori presentano il progetto come un volano per gli investimenti, il turismo e la visibilità internazionale della regione.
Cooperazione nel settore della difesa e vendita di armamenti
Babiš ha sfruttato il suo intervento per sottolineare il successo della missione imprenditoriale ceca che lo ha accompagnato in Serbia. Ha espresso fiducia nel fatto che Belgrado acquisterà gli aerei da addestramento avanzato e da attacco leggero L-39 Skyfox, prodotti dall’azienda Aero Vodochody. “Il nostro interscambio commerciale con la Serbia sta crescendo in modo straordinario”, ha affermato.
Parallelamente, Babiš ha dato risalto a un nuovo accordo intergovernativo firmato con il Montenegro. In occasione della visita del primo ministro montenegrino Milojko Spajić a Praga, venerdì, i due governi hanno concluso un’intesa in base alla quale la Repubblica Ceca fornirà al Montenegro armi e munizioni per un valore di 24,2 milioni di euro. Il pacchetto comprende fucili automatici, pistole, munizioni e i più recenti fucili d’assalto CZ BREN 3, prodotti dalla Česká zbrojovka, parte del gruppo COLT CZ.
“Si tratta della prima vendita di armamenti a un Paese membro della NATO. È un’ottima notizia”, ha dichiarato Babiš. Le precedenti versioni del fucile BREN sono già in dotazione a unità d’élite di altri Paesi della NATO, tra cui le forze francesi specializzate nella lotta al terrorismo.
L’ampio programma di modernizzazione della difesa serba
Negli ultimi anni la Serbia ha avviato un ambizioso programma di modernizzazione delle proprie forze armate, caratterizzato da una strategia multilivello. Pur mantenendo i tradizionali rapporti con la Russia e rafforzando la cooperazione con la Cina – anche attraverso l’acquisizione dei sistemi di difesa aerea a lungo raggio HQ-9B/FK-3 e di altri equipaggiamenti – Belgrado ha firmato anche importanti contratti con fornitori occidentali. Tra questi figura un accordo da 3 miliardi di euro con la Francia per l’acquisto di 12 caccia Rafale F4, le cui consegne sono previste a partire dal 2028, oltre ad altri sistemi acquistati da partner europei ed extraeuropei.
L’interesse dell’industria della difesa ceca nei confronti della Serbia va oltre la possibile vendita dei velivoli Skyfox. I colloqui hanno riguardato anche sistemi di artiglieria e altre forniture militari, riflettendo l’approccio pragmatico di Praga volto ad ampliare i rapporti economici e nel settore della difesa senza interferire negli affari interni dei Paesi partner, un principio ribadito dal vice primo ministro ceco Karel Havlíček alla vigilia della visita a Belgrado.
Sia Andrej Babiš sia Aleksandar Vučić condividono uno stile politico di impronta illiberale, caratterizzato da tendenze autoritarie e dalla disponibilità ad agire con durezza nei confronti dei critici e degli avversari politici.
Tradotto da Cesare Ceccato. Articolo originale pubblicato da EUAlive disponibile qui.

