Ieri (21 luglio), la ministra degli Esteri della Romania Oana Țoiu ha annunciato la costruzione nel Mar Nero della piattaforma di produzione Neptun Alpha. Con oltre 225 metri di altezza e 16.500 tonnellate di peso, è il più grande progetto di gas naturale nella storia del Paese.

“La Romania è sulla strada per diventare il maggiore produttore di gas naturale dell’Unione europea”, recita il post su X della ministra, accompagnato da un’immagine della piattaforma, che sottolinea la spinta della Romania verso l’indipendenza energetica e il suo ruolo di partner europeo affidabile.

Țoiu ha descritto il progetto come un modo per garantire “energia prodotta in casa, in Europa, per l’Europa”, con benefici per famiglie, industria e agricoltura, ribadendo al contempo l’impegno del Paese nel rispettare le grandi promesse infrastrutturali.

Un salto strategico verso la leadership nell’Unione

L’annuncio rappresenta una tappa fondamentale nel progetto Neptun Deep, sviluppato congiuntamente da OMV Petrom e Romgaz. L’installazione della piattaforma Neptun Alpha porta avanti lo sviluppo da 4 miliardi di euro, che comprende 10 pozzi, sistemi sottomarini e un gasdotto di 160 chilometri fino alla costa.

Con circa 100 miliardi di metri cubi di riserve recuperabili, Neptun Deep dovrebbe produrre circa 8 miliardi di metri cubi di gas all’anno a regime, quasi raddoppiando l’attuale produzione romena.

La Romania aveva già rivendicato nel 2025 il titolo di principale produttore di gas dell’Unione, con una produzione di circa 9,3 miliardi di metri cubi, superando di misura i Paesi Bassi, penalizzati dal declino del giacimento di Groningen.

Neptun Deep consoliderà e amplierà questo vantaggio, consentendo alla Romania di diventare per la prima volta un esportatore netto e di rifornire i Paesi vicini attraverso il potenziamento delle interconnessioni.

Contesto e dimensioni

L’ambizione della Romania riguarda la leadership all’interno dell’Unione europea, non una posizione dominante a livello globale o nell’intero continente. La Norvegia, che non fa parte dell’Europa comunitaria, ha prodotto circa 125 miliardi di metri cubi nel 2025, oltre dieci volte il volume attuale della Romania, e resta un fornitore fondamentale per il blocco europeo.

L’obiettivo di Bucarest è in linea con la strategia dell’Unione di ridurre la dipendenza dalle importazioni russe, con Neptun Deep destinato a fornire un’alternativa nazionale e regionale attraverso le reti di gasdotti verso Bulgaria, Ungheria, Austria e oltre.

Gli aspetti economici del progetto sono considerati particolarmente rilevanti: sono previsti circa 20 miliardi di euro di contributi al bilancio statale durante l’intero ciclo di vita del giacimento, emissioni dirette di CO₂ inferiori rispetto alla media del settore e un sostegno ai comparti industriali ad alta intensità energetica.

L’arrivo del primo gas resta confermato per il 2027. I recenti progressi nei lavori sui pozzi, sui gasdotti e sulla piattaforma – installata grazie a navi per il sollevamento pesante come la Saipem 7000 – indicano che la tabella di marcia è rispettata o potrebbe persino essere anticipata.

Prospettive e implicazioni

Il messaggio della ministra Țoiu assume anche un valore diplomatico, segnalando ai partner internazionali che la Romania è in grado di portare a termine grandi progetti strategici.

Mentre l’Unione europea affronta le sfide della sicurezza energetica, Neptun Deep colloca la Romania tra gli attori emergenti del settore: il Paese potrà soddisfare il proprio fabbisogno interno (attualmente tra gli 8 e i 12 miliardi di metri cubi annui), esportare le eccedenze e rafforzare le infrastrutture energetiche del Mar Nero.

Lo sviluppo evidenzia il cambiamento della mappa del gas europea: la diminuzione della produzione nei giacimenti maturi viene compensata dall’avvio di nuovi progetti offshore. Per la Romania ciò significa maggiore sovranità energetica, benefici economici e una voce più forte nelle questioni energetiche regionali.

Con la piattaforma ormai installata, l’attenzione si sposta ora sulla fase di messa in servizio, sui test operativi e sulla realizzazione del primo gas nel 2027, secondo il calendario previsto.

Tradotto da Cesare Ceccato. Articolo originale pubblicato su EUAlive disponibile qui.

, , , , , ,
Per approfondire
Latest Posts from Focus Europe

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *