La Procura di Bologna ha iscritto un procedimento nel registro “modello 45 bis” per chiarire circostanze e cause della morte di Abderrahim Fakir, l’uomo di 42 anni deceduto domenica 19 luglio durante un intervento della polizia nel quartiere Pilastro. Lo ha reso noto il procuratore capo Paolo Guido, precisando che al momento non risulta alcun indagato: si tratta dell’applicazione della norma sul registro separato per le annotazioni preliminari, introdotta dal decreto sicurezza per i casi in cui un fatto di reato sia astrattamente riferibile a soggetti che agiscono in presenza di una causa di giustificazione. Se confermata, sarebbe la prima applicazione della norma, che può rinviare fino a 120 giorni l’iscrizione degli agenti coinvolti nel registro degli indagati.
Il procuratore Guido ha precisato che gli accertamenti “terranno conto dell’intero sviluppo dei fatti, di più ampia estensione temporale rispetto al video sino ad ora diffuso in rete”, e riguarderanno sia l’intervento delle forze dell’ordine sia quello del personale sanitario del 118, coinvolto nelle fasi successive al fermo.
La vicenda ha aperto un caso politico. Il Partito democratico e il Movimento 5 Stelle hanno chiesto un’informativa urgente al ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, sulla dinamica dell’intervento. Alla Camera, il deputato del Pd Andrea De Maria ha dichiarato di voler manifestare “piena fiducia nella magistratura”, ma ha sottolineato che “è importante che il ministro dell’Interno riferisca su quanto accaduto”. Alla richiesta si è unita la deputata del M5S Gilda Sportiello, che ha parlato di immagini “sconvolgenti” e ha criticato le prime dichiarazioni della maggioranza.
Di segno opposto la posizione di Fratelli d’Italia e Lega. Il capogruppo di FdI alla Camera, Galeazzo Bignami, bolognese, ha definito l’intervento delle forze dell’ordine “condotto con professionalità e modalità consone al tipo di esigenza che si era posta”, esprimendo solidarietà ai due poliziotti coinvolti. Anche la Lega ha difeso l’operato degli agenti.
Tra le reazioni delle opposizioni si segnalano anche quelle della senatrice di Alleanza Verdi e Sinistra Ilaria Cucchi, che ha diffuso sui social il video del fermo definendo l’episodio “estremamente grave” e accostandolo ad altri casi di persone decedute durante interventi delle forze dell’ordine, e dell’eurodeputata di Avs Ilaria Salis, che ha commentato duramente le immagini sui propri canali social.
La dinamica dei fatti
Fakir, titolare di un’impresa di facchinaggio, di origine marocchina e residente in Italia da oltre trent’anni, si trovava in via Svevo, nel quartiere Pilastro, per far visita ad alcuni parenti. Nella tarda mattinata di domenica alcuni residenti hanno allertato le forze dell’ordine segnalando un uomo in stato di agitazione nell’area dei garage di un condominio. Sul posto sono intervenute una volante della Polizia di Stato e un’ambulanza del 118.
Secondo la ricostruzione della Questura di Bologna, gli agenti sono intervenuti su richiesta dei cittadini e, per contenere l’uomo, sono stati aiutati anche da alcuni residenti, dopo che Fakir avrebbe danneggiato un’auto di servizio. Gli agenti avrebbero utilizzato spray urticante e bloccato l’uomo a terra, a faccia in giù, immobilizzandogli polsi e caviglie con fascette. Un video girato da un residente mostra Fakir a terra, bloccato da due agenti e da una terza persona, mentre urla ripetutamente “aiuto, basta” per alcuni minuti, fino a smettere di muoversi e rispondere. Solo a quel punto gli agenti hanno consentito l’intervento del personale sanitario, che ha riscontrato il decesso.
La Questura ha reso noto che le immagini delle bodycam in dotazione agli agenti sono state messe a disposizione del pubblico ministero Domenico Ambrosino. È stata disposta l’autopsia per accertare le cause della morte.
Il sindaco di Bologna, Matteo Lepore, e il presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale, hanno espresso cordoglio in una nota congiunta, sottolineando che “è fondamentale che venga fatta piena luce sui fatti” e affermando di confidare “nel lavoro delle istituzioni competenti affinché ogni circostanza venga accertata con la massima rapidità, rigore e trasparenza”. Il ministro dell’Interno Piantedosi e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni risultano informati dei fatti sin da domenica; non risultano, al momento della stesura, dichiarazioni pubbliche dirette da parte del Governo.
L’Azienda sanitaria locale di Bologna ha disposto un’indagine interna per ricostruire l’intervento del personale del 118 e della Croce Rossa Italiana, dichiarandosi a completa disposizione dell’autorità giudiziaria.
Nel Pilastro, quartiere popolare e multietnico della periferia bolognese, la notizia ha provocato tensione. Familiari e residenti hanno organizzato un presidio di protesta all’incrocio tra via Svevo e via Panzini. Il Comitato Popolare Pilastro, ripreso da Potere al Popolo, ha diffuso una nota che parla di “assassinio di Stato” e chiede verità e giustizia. La sorella della vittima ha accusato gli agenti di non aver avuto pietà.
Al momento della pubblicazione, l’inchiesta della Procura di Bologna è nella fase preliminare e nessuno risulta formalmente indagato per la morte di Fakir.

