Il Gruppo Banca europea per gli investimenti (BEI), i governi dei 27 Stati membri e un gruppo di investitori istituzionali privati hanno lanciato venerdì 10 luglio la seconda fase della European Tech Champions Initiative, il programma europeo destinato a finanziare la crescita delle imprese tecnologiche più innovative.

L’iniziativa giunge in un momento in cui l’Europa tenta di recuperare il gap tecnologico nei confronti di Stati Uniti e Cina, riducendo la dipendenza nei settori ad alto valore. Da decenni, infatti, le startup europee stanno faticando a raccogliere i finanziamenti necessari per competere a livello globale, situazione che spinto finora le realtà del settore a guardare al di là dell’Atlantico per trovare investitori oppure trasferire la loro sede negli Stati Uniti.

Quello dei finanziamenti alle aziende tecnologiche è uno dei nodi strutturali individuati dal rapporto redatto da Mario Draghi sulla competitività europea. Secondo l’ex presidente della BCE ed premier italiano, infatti, soltanto quattro delle 50 maggiori aziende tecnologiche mondiali sono europee, mentre la quota dell’UE sui ricavi globali del settore è scesa dal 22 al 18% tra il 2013 e il 2023. Nello stesso periodo, quella degli Stati Uniti è salita dal 30 al 38%. Il divario riguarda anche il capitale di rischio: l’Europa raccoglie appena il 5% dei fondi mondiali di venture capital, contro il 52% degli Stati Uniti e il 40% della Cina.

In questo contesto, la nuova iniziativa, denominata ETCI 2.0, punta a mobilitare fino a 80 miliardi di euro di investimenti a favore di oltre 1.500 scaleup europee, con l’obiettivo di trasformare le imprese tecnologiche nate nell’Unione in operatori capaci di competere sui mercati globali.

Secondo quanto riferisce una nota della BEI, le parti si sono riunite a Bruxelles, a margine dell’Ecofin, per sostenere la creazione di una piattaforma paneuropea di investimento che convogli capitale pubblico e privato verso le aziende tecnologiche nelle fasi più avanzate della crescita.

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Raccogliere fino a 15 miliardi di euro per smobilitarne 80

ETCI 2.0 avrà un obiettivo di raccolta fino a 15 miliardi di euro, circa quattro volte superiore rispetto alla prima fase del programma, lanciata nel 2023. La dimensione definitiva sarà stabilita nella seconda metà del 2026, quando saranno finalizzati i contributi dei soggetti partecipanti. Il Gruppo BEI investirà fino a 1,25 miliardi di euro.

“La partnership lanciata oggi riguarda soprattutto scala e velocità e punta a fornire ai pionieri europei il capitale necessario per crescere”, ha dichiarato la presidente del Gruppo BEI, Nadia Calviño. “È un passo decisivo per colmare il divario di finanziamento delle scaleup e garantire che idee, tecnologie e imprese innovative nate in Europa possano restare e prosperare in Europa”.

Alla nuova fase dell’iniziativa partecipano anche importanti investitori privati e gestori patrimoniali. Tra i primi aderenti figurano Danske Bank, le spagnole AltamarCAM, Banco Santander e BBVA, oltre agli operatori italiani Azimut Holding, Green Arrow Capital e Compagnia di San Paolo. Altri investitori potranno aggiungersi successivamente.

La prima fase di ETCI ha sostenuto 15 grandi fondi attivi nel finanziamento delle startup europee e ha contribuito allo sviluppo di 12 “unicorni” con sede nell’Unione, vale a dire imprese tecnologiche valutate più di un miliardo di euro.

La seconda fase amplia in modo significativo sia la dimensione sia il perimetro dell’intervento. ETCI 2.0 continuerà a sostenere i cosiddetti mega-fondi, ma investirà per la prima volta anche in fondi di crescita di medie dimensioni, con una dotazione superiore a 300 milioni di euro.

L’obiettivo è contribuire alla creazione di più di 100 fondi, tra cui fino a 45 mega-fondi destinati a investire nelle scaleup europee con operazioni medie da circa 200 milioni di euro per singola impresa. Rispetto alla prima fase, il numero dei mega-fondi sostenuti dovrebbe quindi triplicare.

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L’iniziativa prevede inoltre la creazione di una piattaforma paneuropea per mettere in contatto investitori e fondi tecnologici, migliorare l’accesso alle informazioni di mercato e rendere più visibili le opportunità presenti nell’ecosistema europeo dell’innovazione. Uno strumento digitale faciliterà il coinvolgimento degli investitori e la condivisione delle informazioni.

Secondo il ministro delle Finanze irlandese Simon Harris, intervenuto nel contesto della presidenza irlandese del Consiglio dell’Unione europea, ETCI 2.0 rappresenta “un passo importante per colmare il divario europeo nel finanziamento delle scaleup”.

Harris ha sottolineato in particolare l’importanza dell’apertura ai fondi di medie dimensioni e del coinvolgimento degli investitori istituzionali, due elementi considerati essenziali per mobilitare capitale privato su larga scala e allineare il programma agli obiettivi europei in materia di competitività.

ETCI 2.0 lavorerà in coordinamento con programmi nazionali ed europei già esistenti, tra cui l’iniziativa francese Tibi, il programma tedesco WIN e lo Scaleup Europe Fund. L’obiettivo è costruire un ecosistema degli investimenti più integrato, evitando frammentazioni e garantendo alle imprese tecnologiche europee un accesso più stabile ai capitali nelle diverse fasi della crescita.

Attraverso la mobilitazione congiunta di risorse pubbliche e private, il programma mira anche a rafforzare l’integrazione dei mercati europei dei capitali, sostenendo la Savings and Investments Union e contribuendo agli obiettivi dell’Unione in materia di autonomia strategica, innovazione e produttività.

La nuova iniziativa cerca in particolare di affrontare uno dei principali limiti strutturali dell’economia europea: la difficoltà delle imprese innovative nel reperire finanziamenti di grandi dimensioni senza rivolgersi a investitori extraeuropei o trasferire le proprie attività fuori dall’Unione.

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