Un sostegno “incrollabile” alla clausola di difesa reciproca dell’articolo 5 del Trattato dell’Alleanza atlantica, l’impegno a sostenere l’Ucraina, un maggiore ruolo per i Paesi europei e il Canada e il riconoscimento di Kyiv come contributore fondamentale alla sicurezza euro-atlantica. Sono questi alcuni dei punti della dichiarazione finale firmata dai 32 Paesi membri della NATO e pubblicata al termine del vertice che si è tenuto dal 7 all’8 luglio ad Ankara, in Turchia. Un summit in cui il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, è stato nuovamente protagonista di durissimi attacchi contro gli alleati europei e della rottura di fatto della tregua con l’Iran.
La dichiarazione, approvata da tutti i 32 Paesi, si compone di soli sei paragrafi, uno in più rispetto ai cinque del vertice dell’Aia, ma risulta estremamente stringata, soprattutto se paragonata alla lunga dichiarazione del vertice di Washington del 2024, che aveva rappresentato un vero e proprio documento strategico di 38 punti.
Il documento si apre con i leader che riaffermano il loro “incrollabile impegno per la nostra difesa collettiva ai sensi dell’articolo 5” e ricordano che “un attacco a uno è un attacco a tutti”. La promessa giunge dopo che il presidente statunitense Donald Trump ha ripetutamente messo alla prova il proprio impegno nei confronti dell’Alleanza, definendola una “tigre di carta”.
Il tycoon ha attaccato con forza i Paesi europei, minacciando di interrompere i legami commerciali con la Spagna, criticando Italia, Regno Unito, Francia e Germania per il mancato sostegno all’operazione “Epic Fury” in Iran e lasciando aperta l’ipotesi di un ritiro delle truppe statunitensi dall’Europa. Trump ha anche riaperto lo scontro con la Danimarca, ribadendo la sua posizione secondo cui Washington dovrebbe avere il pieno controllo del territorio d’oltremare danese della Groenlandia.
La dichiarazione finale del vertice NATO di Ankara riafferma inoltre il legame transatlantico e presenta unità, solidarietà e forza collettiva come il fondamento della sicurezza di un miliardo di cittadini dell’Alleanza. I leader confermano anche l’approccio “a 360 gradi” alla deterrenza e alla difesa, formula che richiama la necessità di fronteggiare minacce provenienti da ogni direzione strategica.
La dichiarazione riconosce che “gli Alleati stanno rispettando l’impegno assunto all’Aia in materia di difesa”, adottato nel 2025, per aumentare la spesa complessiva per difesa e sicurezza al 5 per cento del Pil entro il 2035. Il testo sottolinea che, nel 2025, gli alleati europei e il Canada hanno aumentato gli investimenti nei requisiti fondamentali di difesa di oltre 139 miliardi di dollari, rafforzando al tempo stesso la base industriale e la resilienza dell’Alleanza.
Ad Ankara, gli Alleati annunciano inoltre oltre 50 miliardi di dollari in nuove acquisizioni e si impegnano “ad ampliare la capacità produttiva collettiva e a collaborare con l’industria per accelerare l’innovazione”.
Si impegnano anche a lavorare per eliminare le “barriere commerciali nel settore della difesa tra gli Alleati” e a sfruttare le partnership della NATO per massimizzare la profondità industriale e la cooperazione nel settore della difesa. Il riferimento può essere letto anche alla luce delle richieste della Turchia, che da tempo chiede all’Unione europea di aprire maggiormente i programmi di difesa alla propria industria e agli Stati Uniti di reintegrarla nel programma F-35.
Il testo insiste poi sull’idea di costruire “un’Europa più forte in una NATO più forte”. Gli alleati europei e il Canada, lavorando con gli Stati Uniti, si assumono “maggiore responsabilità” per la difesa dell’Alleanza. La deterrenza e la difesa della NATO, si legge nella dichiarazione, poggiano su una combinazione adeguata di capacità nucleari, convenzionali e di difesa missilistica, integrate da asset spaziali e cyber.
Gli Alleati si impegnano inoltre a mantenere il proprio vantaggio militare investendo nella capacità di dispiegare, abilitare e sostenere le forze armate e di raggiungere gli obiettivi di capacità in tutti i domini. Tra le priorità indicate figurano l’attacco di precisione in profondità, la difesa aerea e missilistica integrata, i sistemi senza equipaggio, le tecnologie avanzate e le capacità di intelligence. La dichiarazione cita anche lo sviluppo di un cloud bellico transatlantico interoperabile e l’adozione di potenti modelli di intelligenza artificiale.
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Kyiv e la sicurezza transatlantica
L’Ucraina ha ottenuto un’importante vittoria politica, con i leader che hanno concordato sul fatto che il Paese “contribuisce alla sicurezza transatlantica” e che il loro sostegno rimane “incrollabile” nella difesa della libertà, della sovranità e dell’integrità territoriale ucraina. La dichiarazione sottolinea inoltre che gli alleati europei e il Canada finanziano ormai la grande maggioranza dell’assistenza alla sicurezza destinata a Kyiv attraverso strumenti bilaterali e multilaterali.
Gli Alleati affermano che tale sostegno deve essere equo, prevedibile e sostenibile nel lungo periodo. Per il 2026 promettono “70 miliardi di euro in equipaggiamento militare, assistenza e addestramento per l’Ucraina” e confermano l’impegno sovrano a mantenere almeno livelli equivalenti nel 2027. A questo scopo, il testo accoglie con favore la decisione dell’Unione europea di fornire finanziamenti pluriennali a Kyiv attraverso lo Ukraine Support Loan.
La Russia viene nel frattempo descritta come una “minaccia a lungo termine” per la sicurezza e la stabilità euro-atlantica. Il riferimento a Mosca è inserito nel quadro più ampio della risposta della NATO alla competizione strategica, all’instabilità diffusa, alle minacce ibride e agli shock ricorrenti che definiscono l’attuale ambiente di sicurezza.
Nella dichiarazione non si fa esplicito riferimento alla sede del prossimo vertice NATO. Il testo si limita ad affermare che gli Alleati guardano “al prossimo incontro”, senza indicare luogo o data. “Il prossimo vertice si terrà sicuramente in Albania”, ha affermato Rutte al termine del vertice, aggiungendo che gli alleati devono ancora decidere la data precisa.
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Si riapre lo scontro con l’Iran
Anche l’Iran è stato incluso nella dichiarazione, con gli Alleati che hanno ribadito come Teheran “non debba mai possedere un’arma nucleare” e l’hanno invitata a “rispettare pienamente la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz”. Il dossier iraniano aveva rischiato di oscurare il vertice, dopo che Trump aveva ribadito la sua “delusione” nei confronti degli alleati per quella che percepiva come una mancanza di sostegno alla guerra degli Stati Uniti contro l’Iran.
Il presidente americano ha inoltre ordinato nuovi attacchi aerei contro obiettivi iraniani nello Stretto di Hormuz e nelle zone limitrofe, dopo aver accusato Teheran di aver violato il cessate il fuoco concordato tra le due parti. Nella conferenza stampa finale, Trump ha affermato che l’accordo provvisorio per porre fine alla guerra con l’Iran è “finito” e che gli Stati Uniti probabilmente lanceranno nuovi attacchi mercoledì sera in seguito agli attacchi iraniani contro le basi statunitensi nel Golfo.
Gli attacchi hanno scosso il fragile accordo di cessate il fuoco e hanno intaccato le speranze di trasformare il memorandum d’intesa firmato il 17 giugno in un accordo di pace permanente per porre fine alla guerra, iniziata con i raid aerei israelo-americani contro l’Iran il 28 febbraio.
“Se raggiungiamo un accordo con l’Iran, non sono sicuro che durerà”, ha detto Trump, “perché li considero un popolo molto disonorevole”.
Trump ha però affermato di non aspettarsi un ritorno a una guerra su vasta scala e non è stato immediatamente chiaro se i negoziati per raggiungere un accordo definitivo sarebbero proseguiti.
Trump attacca gli europei, ma offre un sostegno inatteso a Zelensky
Sia nei giorni precedenti al vertice sia durante i momenti aperti alla stampa del summit ospitato dalla Turchia, Trump ha continuato ad attaccare gli alleati europei, mettendo nel mirino la Spagna, dopo che nei giorni precedenti erano stati in particolare l’Italia e la premier Giorgia Meloni il bersaglio preferito del tycoon.
“La Spagna è stata cattiva, l’Italia è stata buona e quasi tutti sono stati buoni, hanno avuto un momento cattivo”, ha affermato Trump nella conferenza finale post vertice, sottolineando che “al di là dei piccoli screzi ci amiamo”. Il presidente ha quindi ribadito l’unità all’interno della NATO: “Non ho mai visto una cosa del genere”.
Come già avvenuto per il G7 di Evian, Trump ha mostrato nella conferenza stampa finale posizioni in netto contrasto con le premesse. Parlando ai giornalisti, il presidente degli Stati Uniti ha ribadito che il vertice NATO è stato un successo e che nella sala della riunione “c’è stato un amore immenso” con leader “molto intelligenti che fanno un grande lavoro nei propri Paesi”. Ha aggiunto che la maggior parte dei Paesi membri della NATO “comprende molto bene” che va aumentata la spesa per la difesa e che questa sta aumentando.
Probabilmente a contribuire al cambio di passo è stato l’impegno dei Paesi NATO a investire nell’industria della difesa, tra cui l’impegno a destinare oltre 40 miliardi di dollari nei prossimi cinque anni allo sviluppo di capacità di contrasto ai droni.
Gli Stati Uniti hanno siglato accordi da 3 miliardi di dollari. “Quadruplicheremo la produzione di armi e munizioni”, ha dichiarato Trump in conferenza stampa, aggiungendo che l’americana “Lockheed Martin installerà una struttura di manutenzione dei missili Patriot di livello mondiale, una cosa grossa, in Europa, a beneficio dell’Europa e di noi”. Al Forum dedicato all’industria della difesa, Stati Uniti, Germania, Paesi Bassi, Polonia e Svezia hanno esplorato la possibilità di creare una struttura dedicata alla manutenzione dei missili PAC-3 in Europa.
A incassare di più dal summit è sicuramente l’Ucraina. Nelle dichiarazioni alla stampa con l’omologo ucraino Volodymyr Zelensky, Trump ha dichiarato che accoglierà la richiesta di lunga data dell’Ucraina di produrre missili Patriot americani, l’unico strumento occidentale in grado di fermare gli attacchi missilistici balistici russi.
“Vi daremo la licenza per produrre missili Patriot. In questo modo non potrete lamentarvi che non ve ne stiamo dando abbastanza”, ha detto Trump. “Fateli voi stessi”, ha aggiunto.
Ad Ankara, Trump ha anche affermato di ritenere che gli Stati Uniti concluderanno un accordo per l’acquisto di droni ucraini, pur senza impegnarsi completamente.
Gli ucraini sono riusciti a superare di gran lunga le aspettative nella difesa contro la Russia durante la guerra, soprattutto grazie alla loro capacità di adattarsi rapidamente alle nuove tecnologie e ai progressi compiuti nella guerra con i droni.
Le dichiarazioni del presidente americano durante l’incontro con Zelensky hanno messo in luce il suo lungo e complesso rapporto con il leader ucraino, inclusa una telefonata del 2019 che portò al primo processo di impeachment contro Trump. L’acceso diverbio tra Trump e Zelensky durante un incontro nello Studio Ovale lo scorso anno ha lasciato tensioni che hanno richiesto tempo per essere appianate.
“Il presidente Zelensky e io abbiamo appena tenuto una conferenza stampa con le Fake News”, ha scritto Trump su Truth Social dopo aver risposto alle domande dei giornalisti mercoledì. “È andata molto bene. Tutti cercano una soluzione. Molto positivo!”

