Il Parlamento europeo ha approvato ieri (17 giugno) in via definitiva norme più severe sui rimpatri dei cittadini di Paesi terzi che soggiornano irregolarmente, segnando un ulteriore passo significativo nell’attuazione del Patto europeo su migrazione e asilo. Il regolamento è passato con 418 voti favorevoli, 218 contrari e 30 astensioni.

Il voto ha visto ancora una volta il Partito Popolare Europeo (PPE), appartenente all’area del centrodestra, fare affidamento sul sostegno dei gruppi della destra e dell’estrema destra, tra cui i Conservatori e Riformisti Europei (ECR) e Patrioti per l’Europa (PfE), per ottenere la maggioranza. Questo ricorrente allineamento ha alimentato un acceso dibattito sul fatto che nel Parlamento europeo si stia consolidando una coalizione di fatto dal centrodestra fino all’estrema destra.

Le nuove norme mirano a rendere i rimpatri più rapidi ed efficaci, affrontando il problema del tasso storicamente basso di espulsioni dei richiedenti asilo respinti e dei migranti irregolari. Tra le principali disposizioni figurano l’estensione dei periodi di detenzione, il riconoscimento reciproco delle decisioni di rimpatrio, la creazione di centri per i rimpatri in Paesi terzi e il rafforzamento dei poteri investigativi.

Riecheggia la “maggioranza Meloni”

Da Évian-les-Bains, in Francia, dove ha partecipato al vertice dei leader del G7, la presidente del Consiglio italiana Giorgia Meloni ha definito il voto “un grande successo per l’Italia e per l’Europa”, attribuendo il risultato alla spinta del suo governo verso politiche di rimpatrio più rigide.

Il nuovo equilibrio politico nel Parlamento europeo riflette la stessa configurazione della coalizione di governo italiana, dove Fratelli d’Italia (FdI | ECR) collabora con Lega (L | PfE) e il centrodestra di Forza Italia (FI | PPE).

Meloni ha motivo di festeggiare: il voto rappresenta una conferma della sua iniziativa autonoma per gestire le procedure di esame delle domande dei migranti in Albania – il cosiddetto “modello Albania” – che è stato ora accolto a livello europeo.

Il leader dei Patrioti, Jordan Bardella, indicato dai sondaggi come favorito per le elezioni presidenziali francesi del 2027, ha rivendicato il merito di aver promosso le norme migratorie più dure nella storia dell’Unione europea e ha affermato che il PPE avrebbe “superato la sua sindrome di Stoccolma”.

Dall’altra parte, i gruppi progressisti – S&D, Verdi e La Sinistra – hanno protestato con forza: dopo gli applausi della destra e gli slogan “rimandateli a casa”, nell’emiciclo sono risuonate grida di “Vergogna!”.

I critici, tra cui ONG ed eurodeputati di sinistra, hanno definito il testo “disumano”, mettendo in guardia contro l’allungamento dei periodi di detenzione e i rischi per i diritti fondamentali.

Un panorama politico in trasformazione?

Non è la prima volta che il PPE collabora con gruppi della destra più radicale per approvare una normativa sulla migrazione. In combinazione con la precedente rielezione della presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola, anch’essa esponente del PPE, il voto odierno solleva l’interrogativo se si stia formando un’intesa più ampia e stabile tra centrodestra e destra radicale – o addirittura una “nuova unione” – all’interno dell’Eurocamera.

Questo schema mette in discussione il futuro della tradizionale coalizione “centrista e pro-europea”. Mentre il PPE sostiene di limitarsi a fornire risposte efficaci alle preoccupazioni dei cittadini sulla migrazione, le forze di sinistra e i sostenitori di politiche migratorie più aperte ritengono che ciò rappresenti una pericolosa svolta a destra e la normalizzazione dell’influenza dell’estrema destra nella definizione delle politiche europee.

Il Regolamento sui rimpatri attende ora l’adozione formale da parte del Consiglio prima di entrare in vigore. Se il voto odierno rappresenti soltanto un’alleanza pragmatica occasionale oppure il consolidamento di un asse più permanente tra centrodestra ed estrema destra sulle questioni chiave sarà più chiaro nei prossimi mesi.

Tradotto da Cesare Ceccato. Articolo originale pubblicato su EUAlive disponibile qui.

, , , , , ,
Per approfondire
Latest Posts from Focus Europe

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *