Il primo ministro canadese, Mark Carney, ha riproposto la sua visione di un ordine mondiale dominato dalle superpotenze, dove le potenze medie possono realmente portare a un cambiamento per ricostruire un panorama globale fratturato.
Inaugurando lo scorso 13 giugno un ciclo di conferenze pubbliche al Trinity College di Dublino, in Irlanda, Carney ha sottolineato che il mondo si trova a un bivio critico, rilanciando l’appello fatto al World Economic Forum di Davos ai leader delle “potenze medie” affinché si uniscano e trovino la loro forza collettiva. “L’Irlanda e il Canada stanno attraversando una rottura globale, non una transizione tranquilla”, ha affermato Carney.
Parlando due giorni prima del vertice G7 a guida francese che si apre oggi a Evian, Carney ha affermato che “l’ordine mondiale basato sulle regole, tipico del periodo post-Guerra Fredda, si sta sgretolando”, osservando che le istituzioni multilaterali si sono indebolite, mentre l’integrazione economiche di cui i Paesi hanno beneficiato in passato, viene oggi “strumentalizzata” e il sistema commerciale internazionale, “su cui abbiamo fatto affidamento per decenni, è minacciato”.
Carney ha mantenuto un tono generale nelle sue osservazioni e non ha mai nominato un Paese specifico, tuttavia, il riferimento implicito è agli Stati Uniti guidati da Donald Trump con cui i rapporti sono particolarmente tesi. In un anno hanno utilizzato dazi doganali come leva di politica internazionale, minacciato la sovranità europea facendo pressioni sulla Danimarca per cedere la Groenlandia e avviato una campagna militare insieme a Israele contro l’Iran.
Nonostante sia un alleato di lunga data, gli Stati Uniti hanno esercitato crescenti pressioni sul Canada affinché il Paese cedesse la propria sovranità con Trump che ha auspicato che il vicino settentrionale diventi il ”51mo stato” degli Stati Uniti. La campagna lanciata da Trump si è riaccesa nuovamente lo scorso primo giugno con un post sui social media, dove l’inquilino della Casa Bianca ha commentato un articolo di Bloomberg relativo al ritorno alla recessione tecnica del Canada dopo quella 2020 con un secco: “51st State!”. Sia Carney che Trump partecipano al vertice G7 di Evian.
Carney rilancia l’asse Canada-UE alla Comunità politica europea
L’Unità come risposta alla mentalità individualista delle superpotenze
Gli appelli di Carney a una maggiore collaborazione tra le “potenze medie” hanno trovato un’accoglienza favorevole tra alcuni membri del G7, in particolare nell’Unione europea, che cerca di ridurre la propria dipendenza dagli Stati Uniti in un contesto di crescenti tensioni.
Nel suo discorso di sabato, Carney si è rivolto direttamente alle sue controparti europee. Ha sottolineato l’importanza dell’unità come risposta alla mentalità individualista adottata da alcune superpotenze.
“Canada, Irlanda ed Europa sono sempre più vulnerabili e in modo più immediato a minacce un tempo lontane. E credo che, in mezzo a questo cambiamento – in mezzo a questa crisi – Canada, Irlanda ed Europa possano essere determinanti, influenti e propositivi: una forza positiva”, ha affermato Carney.
Il premier canadese ha sottolineato la forza delle potenze medie se agiscono insieme: “Insieme siamo potenti perché abbiamo la capacità di agire insieme. Complessivamente, la nostra popolazione è più del doppio di quella degli Stati Uniti. Il nostro bilancio della difesa collettivo è il doppio di quello della Cina”.
Sabato, Carney ha aggiunto che gli piacerebbe vedere l’Unione Europea rafforzare i suoi legami anche con il proposto Partenariato Trans-Pacifico, un accordo che allenterebbe le barriere commerciali per quasi una dozzina di paesi che si affacciano sull’Oceano Pacifico, tra cui il Canada. “Le nazioni che investono nelle proprie capacità e collaborano con alleati che condividono la stessa visione moltiplicheranno la propria forza”, ha affermato Carney.
Citando sfide comuni come i conflitti globali e il cambiamento climatico, ha invitato l’UE e il Canada a fare tesoro della loro storia e dei loro obiettivi condivisi.
“Abbiamo sviluppato una visione del mondo unica – una visione del mondo transatlantica, se vogliamo – radicata in una convinzione semplice ma profonda: che siamo più forti quando siamo uniti, che la nostra prosperità cresce quando è condivisa e che siamo i custodi delle nostre terre”.
Le sue osservazioni al Trinity College ricalcavano fedelmente un discorso che aveva tenuto all’inizio dell’anno al Forum economico mondiale di Davos, in Svizzera, quando aveva presentato per la prima volta il suo approccio basato sulle “potenze medie”.
La posizione era stata nuovamente affrontata da Carney alla sua storica partecipazione al vertice della Comunità politica europea dello scorso 4 maggio nella capitale armena Erevan, in cui il premier canadese aveva definito il Canada “il più europeo tra i Paesi non europei”.
Da quando Carney è diventato primo ministro del Canada nel 2025, si è impegnato a rafforzare alcuni dei legami menzionati nel discorso di sabato.
A maggio, Carney è diventato il primo leader non europeo a partecipare al Vertice della Comunità politica europea, un forum volto a rafforzare la sicurezza e la solidità economica in tutto il continente. A febbraio, ha inoltre supervisionato con successo l’iniziativa per l’adesione del Canada allo strumento Security Action for Europe (SAFE), il programma di prestiti progettato per aiutare i Paesi ad acquistare forniture militari essenziali per la difesa. Il Canada è anche il primo paese extraeuropeo a partecipare a tale iniziativa.

