Per il secondo anno consecutivo, sotto l’egida della SIE, la Società Italiana per l’Economia e del Festival dell’Economia Civile, si svolge l’iniziativa Renaissance in Economics. Un progetto di ricerca internazionale per cambiare il modo di intendere e raccontare l’economia, più vicino alla realtà ed ai bisogni degli individui e delle collettività. Quest’anno, all’incontro di Firenze del 5 e 6 giugno, sarà presente anche il progetto EUTeach, con una sessione sull’economia dell’interdipendenza.

Fra i vari obiettivi dell’iniziativa è mettere in discussione i comportamenti inerziali nell’analisi economica e nell’individuazione degli obiettivi di politica economica, per renderli più coerenti con una realtà in continuo e rapido divenire. In questo ambito, un ruolo cruciale è svolto proprio dall’interdipendenza, dalle esternalità reciproche che dominano le relazioni fra agenti economici e che, come abbiamo visto negli anni più recenti, sono così influenti da creare meccanismi di difesa che hanno portato al rigetto della globalizzazione, della libera circolazione dei capitali, a meccanismi di difesa e protezione che rischiano tuttavia di sfociare in modelli di sviluppo autarchici. Insomma, si rischia concretamente di gettare, insieme all’acqua sporca, anche il classico bambino.

Da qui l’importanza di studiare l’economia dell’interdipendenza e realizzare una struttura teorica solida per governare, piuttosto che subire, questi fenomeni. Si tratta dunque esattamente del fine ultimo del Progetto EUTeach, finanziato dall’Unione Europea nell’ambito del Programma Erasmus+; che si viene a sovrapporre quasi perfettamente con alcuni degli scopi dell’iniziativa Renaissance in Economics.

La sessione intitolata Towards a Macroeconomics of Interdependent Systems sarà presieduta dal Prof. Fabio Masini, che è anche il coordinatore accademico del Progetto EUTeach, e vedrà interventi di Albertina Nania (Roma Tre University), Kseniia Lopukh (Taras Shevchenko National University of Kyiv), Antonio Magliulo (University of Florence), e Pompeo Della Posta (Beijing Normal University, Zhuhai Campus).

Obiettivo dichiarato della sessione è mettere in discussione quella che Ulrich Beck chiamava la ‘malattia delle scienze sociali’, ossia il nazionalismo metodologico, che impedisce di concepire una macroeconomia fondata su analisi e politica economica multilivello, essendo ancora oggi la macroeconomia dei sistemi aperti fondata sul preconcetto degli Stati nazionali come unica cornice legittima di espressione delle volontà collettive.

Oltre duecento studiosi da tutto il mondo si confronteranno sui temi del Rinascimento economico: una platea di grande interesse per disseminare le idee del progetto EUTeach.

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