In Lettonia si è verificato un nuovo episodio di sicurezza considerato allarmante. Lunedì mattina (8 giugno), un caccia multiruolo francese ha abbattuto un velivolo senza pilota che era entrato nello spazio aereo lettone provenendo dalla Russia.

Si tratta dell’ultimo di una serie di eventi sempre più frequenti lungo il confine orientale dell’Unione europea, che alimentano le preoccupazioni per le possibili conseguenze dirette della guerra in Ucraina sui Paesi della NATO.

L’allerta è stata gestita con la massima serietà. I cittadini nelle regioni orientali del Paese – tra cui i comuni di Ludza, Balvi e Alūksne – hanno ricevuto sui propri telefoni messaggi che invitavano a mettersi immediatamente al riparo. Le autorità hanno istruito la popolazione: “Cercate rifugio in casa, chiudete finestre e porte, applicate la regola delle due pareti”.

È stato inoltre raccomandato di mantenere la calma e di chiamare il numero di emergenza 112 in caso di avvistamento di oggetti volanti a bassa quota. A seguito della violazione dello spazio aereo, ulteriori unità sono state dispiegate lungo il confine orientale per rafforzare le capacità di difesa aerea.

Le Forze Armate Nazionali della Lettonia (NBS) hanno aggiornato costantemente l’opinione pubblica attraverso la piattaforma X. L’esercito lettone, inizialmente prudente nell’attribuire con certezza l’origine del drone, ha comunque sottolineato il ruolo delle attività russe:

“I caccia NATO hanno neutralizzato questa mattina un drone straniero che, a causa di attività russe di guerra elettronica, è entrato nello spazio aereo della Lettonia”.

Prima di mezzogiorno, la crisi è stata ufficialmente dichiarata conclusa. Le forze armate hanno diffuso un ulteriore comunicato rassicurante: “Le Forze Armate della Repubblica di Lettonia informano che la possibile minaccia aerea è terminata!”

Droni “senza proprietario” e il muro anti-drone sul fianco orientale

L’intervento del caccia francese, operante nell’ambito della missione NATO Baltic Air Policing dalla base di Šiauliai in Lituania, evidenzia un problema più ampio e crescente. Secondo il rapporto East Flank, droni dispersi o fuori controllo attraversano sempre più spesso i confini NATO, comparendo nei cieli di Finlandia, Lettonia, Lituania ed Estonia. Il fenomeno si è intensificato con la campagna ucraina di attacchi a lungo raggio.

Kyiv attribuisce alla Russia la responsabilità di questi velivoli deviati, sostenendo l’uso della guerra elettronica per alterarne le traiettorie.

Per l’Alleanza, la situazione è ormai quasi senza precedenti. Il mese scorso, caccia F-16 romeni impegnati nella stessa missione di pattugliamento avrebbero abbattuto sopra l’Estonia un drone probabilmente ucraino. L’episodio è stato descritto come il primo caso di impiego di un missile “in difesa dell’Alleanza” nei Paesi baltici.

L’Europa rimane in stato di allerta elevata. Dopo una serie di incidenti nell’anno precedente, i leader del fianco orientale hanno deciso di avviare la costruzione di un integrato “muro di droni”, volto a migliorare drasticamente le capacità di rilevamento, tracciamento e intercettazione.

Parallelamente, in risposta a violazioni simili dello spazio aereo polacco, il segretario generale della NATO Mark Rutte ha annunciato il programma Eastern Sentry, che insieme a nuovi sistemi anti-drone statunitensi dovrebbe costituire un pilastro della deterrenza contro possibili provocazioni russe.

Alcuni funzionari occidentali sostengono apertamente che Mosca stia utilizzando droni e guerra elettronica per testare tempi di reazione e procedure di comando della NATO. Il Cremlino respinge queste accuse, definendole “infondate” e negando qualsiasi responsabilità per i voli non identificati.

Tradotto da Cesare Ceccato. Articolo originale pubblicato da Focus Europe Poland disponibile qui.

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