La cooperazione tra Unione europea e Moldova compie un nuovo passo avanti sul terreno delle politiche sociali. Durante il secondo Dialogo di alto livello dedicato a lavoro, istruzione, competenze e protezione sociale, Bruxelles e Chișinău hanno ribadito la volontà di accelerare l’allineamento del Paese candidato agli standard europei, individuando nel capitale umano uno dei pilastri fondamentali del percorso di adesione.

L’incontro ha riunito la vicepresidente esecutiva della Commissione europea Roxana Mînzatu, responsabile per i Diritti sociali e le Competenze, insieme alla ministra moldava del Lavoro e della Protezione sociale Natalia Plugaru e al ministro dell’Istruzione e della Ricerca Dan Perciun.

L’appuntamento si inserisce nel più ampio quadro del negoziato di adesione della Moldova all’Unione europea. Dopo l’ottenimento dello status di Paese candidato nel 2022 e l’avvio dei negoziati nel 2024, Bruxelles considera infatti le riforme in materia di istruzione, mercato del lavoro e inclusione sociale elementi essenziali per garantire una convergenza effettiva con il modello sociale europeo.

Si tratta di ambiti particolarmente sensibili per la Moldova, che continua a confrontarsi con emigrazione di forza lavoro qualificata, dinamiche demografiche negative e una persistente carenza di competenze in diversi settori economici.

Secondo la Commissione, il sostegno europeo nei settori su cui si è concentrato il confronto supera già i 27 milioni di euro. Questi sono stati stanziati attraverso lo Strumento di vicinato, cooperazione allo sviluppo e cooperazione internazionale (NDICI), il principale meccanismo finanziario utilizzato dall’Unione per sostenere i Paesi partner.

I fondi sono destinati a una serie di interventi che spaziano dall’aggiornamento dei programmi scolastici al rafforzamento dei servizi sanitari di base, passando per iniziative volte ad aumentare la partecipazione al mercato del lavoro di donne e giovani. A questi finanziamenti potrebbe aggiungersi una quota significativa delle risorse previste dal Piano di crescita per la Moldova. Il pilastro sociale del programma potrebbe infatti sbloccare fino a 236 milioni di euro entro il 2027, a condizione che il governo moldavo prosegua nell’attuazione delle riforme concordate con Bruxelles.

Uno dei temi centrali del dialogo è stato quello della formazione professionale e dell’adattamento delle competenze alle trasformazioni del mercato del lavoro. L’argomento assume un valore strategico anche alla luce della “Unione delle competenze“, recente iniziativa con cui la Commissione punta a rafforzare la competitività europea investendo maggiormente nell’istruzione, nella formazione continua e nella riqualificazione professionale.

L’obiettivo dichiarato è quello di coinvolgere progressivamente anche i Paesi candidati, contribuendo a rendere i loro sistemi educativi più compatibili con quelli degli Stati membri e facilitando l’integrazione futura nel mercato unico.

Nel corso dell’incontro, la Commissione ha inoltre annunciato che fornirà assistenza tecnica per l’implementazione della Garanzia per i giovani, uno strumento che mira ad assicurare che ogni giovane riceva entro tempi definiti un’offerta di lavoro, formazione o istruzione. L’iniziativa rappresenta uno degli elementi più riconoscibili del pilastro europeo dei diritti sociali e potrebbe contribuire a contrastare la disoccupazione giovanile e l’inattività.

Parallelamente, Bruxelles punta a rafforzare ulteriormente la cooperazione nel campo dell’istruzione superiore attraverso il programma Erasmus+. Dal 2021 la Moldova ha ricevuto circa 16 milioni di euro attraverso il programma e la Commissione ha confermato l’intenzione di lavorare verso una piena associazione del Paese all’iniziativa.

Secondo Mînzatu, i progressi compiuti da Chișinău dimostrano che il processo di avvicinamento all’Unione europea sta producendo risultati concreti. “L’Unione investe nelle persone: in competenze migliori, posti di lavoro di qualità, pari opportunità e un sostegno più forte per bambini e famiglie”, ha dichiarato la vicepresidente esecutiva.

Sul piano politico e socioeconomico, le questioni affrontate nel dialogo risultano centrali non solo per il processo di adesione, ma anche per la capacità della Moldova di rafforzare la propria resilienza interna e la competitività economica. Nonostante un tasso di disoccupazione relativamente contenuto, il Paese registra una quota significativa di giovani non occupati né inseriti in percorsi di istruzione o formazione, stimata intorno a un giovane su cinque nella fascia under 30.

Un ulteriore nodo strutturale riguarda la capacità di attrarre e trattenere forza lavoro. La Moldova conta infatti una diaspora particolarmente ampia, stimata in oltre 1 milione di cittadini all’estero a fronte di circa 2,4-2,5 milioni residenti nel Paese, un fattore che continua a incidere sul mercato del lavoro e sulla disponibilità di competenze qualificate.

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