Alla vigilia della Festa dell’Europa, l’Alta Rappresentante dell’Unione europea per la politica estera Kaja Kallas, in visita a Chișinău, ha lanciato un messaggio netto a Mosca: la Moldova è parte integrante del progetto europeo, e l’UE è pronta ad accelerare il cammino verso l’adesione con strumenti concreti, militari e finanziari.
Kallas ha anche annunciato una serie di misure destinate a rafforzare la sicurezza e la resilienza del piccolo Paese incastrato tra Romania e Ucraina, da anni bersaglio di quella che lei stessa ha definito una “guerra ibrida russa”.
Tra gli annunci più significativi, la consegna di un nuovo sistema radar finanziato dall’UE, già operativo sul territorio moldavo. Lo strumento è pensato per rilevare i droni russi che violano regolarmente lo spazio aereo del Paese, episodi che si sono moltiplicati da quando Mosca ha intensificato i bombardamenti sull’Ucraina meridionale, confinante con la Moldova.
Non si tratta di un caso isolato, da molto tempo l’Unione europea è vicina al Paese.
La Moldova accelera sulla diversificazione energetica per dire basta al ricatto russo
Kallas ha ripercorso una serie di interventi europei recenti, fra i quali il sostegno nella bonifica del fiume Dniester dopo un attacco russo che ne aveva inquinato le acque, la fornitura di elettricità dai Paesi vicini dopo che Mosca aveva colpito le infrastrutture energetiche moldave a marzo, fino all’attività della Missione di partenariato UE presente nel Paese a supporto delle istituzioni locali contro l’ingerenza straniera.
Sul fronte finanziario, Kallas ha annunciato l’intenzione di proporre agli Stati membri il raddoppio dei finanziamenti attraverso lo Strumento europeo per la pace (EPF), portandoli a 120 milioni di euro annui. Si tratterebbe, ha sottolineato, del “più grande pacchetto di assistenza EPF mai destinato a un Paese beneficiario dopo l’Ucraina”. Finora l’UE ha già erogato 200 milioni di euro in assistenza attraverso lo stesso strumento.
Le riforme in Moldova danno i loro frutti e l’Unione eroga nuovi fondi al Paese candidato
L’adesione è un’urgenza politica, manca una data all’orizzonte
Sul tema dell’allargamento, Kallas ha usato parole di incoraggiamento ma anche di realismo. Ha elogiato i progressi riformatori della Moldova, definendoli “reali, sostenibili e a beneficio dei cittadini”, e ha ribadito che la questione della Transnistria – la regione separatista filo-russa nel est del Paese – “non diventerà un ostacolo al futuro europeo della Moldova”.
Alla domanda dei giornalisti su una scadenza per i negoziati di adesione a livello politico, tuttavia, Kallas ha preferito la prudenza: “Non possiamo fissare una data concreta, ma dobbiamo muoverci velocemente, finché non ci sono Paesi contrari alla Moldova. Non si sa mai quando arriverà un governo con qualche questione bilaterale da sollevare”.
Un riferimento neppure troppo velato al caso ungherese, il cui cambio di governo è stato indicato da alcuni come possibile sblocco dello stallo negoziale, e, più in generale, al ciclo elettorale europeo in corso.

