Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha tenuto un incontro senza precedenti con il primo ministro georgiano, il filo-russo Irakli Kobakhidze, a margine del vertice della Comunità politica europea a Erevan, segnando il primo contatto diretto di questo tipo tra i due leader.

“Esistono effettivamente questioni irrisolte tra i nostri Paesi. È importante mantenere il dialogo a tutti i livelli. L’Ucraina ha sempre rispettato, e continua a rispettare, la Georgia, la sua sovranità e il suo popolo. Continueremo a portare avanti la nostra cooperazione”, ha dichiarato Zelensky, senza fornire ulteriori dettagli.

Il presidente ucraino ha confermato l’incontro con un post su X, precisando che si è svolto durante il vertice di Erevan, mentre il governo georgiano ha affermato che l’iniziativa è partita dalla parte ucraina. Kobakhidze, insieme ad altre figure di spicco del partito al governo Sogno Georgiano, era stato inserito nel 2024 nella lista di sanzioni ucraine per dieci anni.

Le relazioni tra Kyiv e Tbilisi restano tese da anni, soprattutto a causa della posizione del partito di governo georgiano sulla guerra della Russia in l’Ucraina e delle ripetute accuse secondo cui Kyiv cercherebbe di “aprire un secondo fronte” in Georgia.

La scelta di Erevan come sede dell’incontro con il premier georgiano ha un forte valore simbolico, poiché anche l’Armenia si sta progressivamente allontanando da Mosca e si propone sempre più come piattaforma di dialogo regionale.

Kyiv sembra riconoscere di non poter modificare l’orientamento interno di Sogno Georgiano ma, alla luce dei mutamenti degli equilibri regionali, vede la necessità di mantenere relazioni funzionali con Tbilisi. Per quasi quattro anni, l’Ucraina è rimasta senza ambasciatore in Georgia, fino alla nomina di Mykhailo Brodovych nel gennaio 2026.

Un tempo definite ufficialmente “strategiche”, le relazioni bilaterali si sono deteriorate nettamente dall’inizio dell’invasione su larga scala russa. Le autorità georgiane hanno rifiutato di imporre sanzioni alla Russia, respinto le richieste di assistenza militare di Kyiv e rilasciato frequentemente dichiarazioni percepite come anti-ucraine.

In questo contesto, la mancanza di comunicazione diplomatica tra i due Paesi non sorprende. Nel 2023, su insistenza ucraina, Kyiv aveva di fatto costretto a lasciare il Paese l’ambasciatore georgiano Georgy Zakarashvili, oggi in servizio a Tbilisi.

All’inizio di quest’anno, Zelensky aveva già lasciato intravedere un possibile disgelo nominando Brodovych ambasciatore, ponendo fine a tre anni di assenza di rappresentanza diplomatica ucraina in Georgia. La decisione aveva inizialmente suscitato interrogativi, ma è stata anche interpretata come un passo politicamente significativo, segnalando di fatto il riconoscimento da parte dell’Ucraina della legittimità dell’attuale leadership georgiana.

La presidenza georgiana è attualmente detenuta da Mikheil Kavelashvili, primo capo di Stato non eletto a suffragio diretto ma nominato dal Parlamento. Tuttavia, dopo le controverse elezioni parlamentari del 2024, la legittimità dell’assemblea è stata ampiamente messa in discussione e l’opposizione rifiuta di riconoscere l’autorità di Kavelashvili.

Dall’inizio del 2026, l’Ucraina ha rafforzato attivamente la propria presenza diplomatica nel Caucaso meridionale. L’incontro di Erevan appare come parte di una più ampia iniziativa regionale. Solo una settimana prima, Zelensky aveva proposto Baku come possibile sede per futuri negoziati con la Russia.

Tradotto da Cesare Ceccato. Articolo originale pubblicato da EUAlive disponibile qui.

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