Il Canada guarda all’Europa come a uno dei pilastri su cui ricostruire l’ordine internazionale in una fase di rottura tecnologica, energetica, commerciale e geopolitica. È il messaggio lanciato dal premier canadese Mark Carney intervenendo al vertice della Comunità politica europea, dove Ottawa partecipa come primo Paese non europeo invitato al forum.
Il premier canadese si era già distinto lo scorso 20 gennaio nel suo discorso al forum di Davos, dove aveva esortato le potenze di medio livello a unirsi contro la coercizione economica esercitata dalle nazioni più grandi, sostenendo un “realismo basato sui valori” in un panorama globale “fratturato”. Temi su cui Carney è tornato nel suo intervento a Erevan, in cui ha espresso la sua “forte convinzione personale che l’ordine internazionale sarà ricostruito, ma sarà ricostruito a partire dall’Europa”.
Le dichiarazioni di Carney e la sua storica partecipazione al vertice di Yerevan giungono mentre gli Stati Uniti guidati da Donald Trump stanno di fatto smantellando la storica alleanza con i Paesi europei sia sul piano militare sia su quello commerciale. Sulla scia di uno scontro tra il tycoon e il cancelliere tedesco Friedrich Merz sulla guerra scatenata da Stati Uniti e Israele contro l’Iran, la scorsa settimana il Pentagono ha annunciato il ritiro di circa 5.000 soldati dalla Germania. Sabato, però, Trump ha dichiarato ai giornalisti l’intenzione di andare “ben oltre i 5.000”, minacciando di ritirare le proprie truppe anche da Italia e Spagna. Il primo maggio, Trump ha sparigliato nuovamente le carte sul fronte commerciale, annunciando l’intenzione di aumentare i dazi doganali su auto e camion, portandoli dall’attuale 15% al 25%, in risposta al presunto “mancato rispetto” da parte dell’UE dell’accordo commerciale raggiunto la scorsa estate presso il campo da golf di Trump a Turnberry, in Scozia.
Il più europeo tra i Paesi non europei
Per Carney, l’invito al forum della CPE esteso dal presidente del Consiglio europeo, António Costa, è appropriato “perché siamo il più europeo tra i Paesi non europei”. Secondo il premier, Canada ed Europa condividono “un triplice allineamento: storia, valori e fiducia”.
Le due sponde dell’Atlantico, ha aggiunto, hanno storie “profondamente intrecciate”, una relazione incarnata da “decine di milioni di canadesi di origine europea, inclusi più di 60mila armeni”. Il capo del governo canadese ha poi insistito sul fondamento politico di questa vicinanza: “I nostri valori condivisi nascono da questa storia comune: libertà, Stato di diritto, democrazia, pluralismo”, ha dichiarato. “Questi valori plasmano le nostre relazioni, determinano le nostre priorità e indicano il nostro futuro comune”.
Carney ha richiamato il contributo canadese al sostegno all’Ucraina, la guida della brigata NATO in Lettonia, la cooperazione con Paesi nordici, Regno Unito e Germania sulla sicurezza artica e la partecipazione alla missione europea in Armenia. Ottawa, ha rivendicato il premier, sta dimostrando “non solo la forza dei nostri valori nella difesa dell’ordine internazionale basato sulle regole”, ma anche “il valore della nostra forza”.
Un passaggio che Carney ha collegato alla trasformazione del contesto globale: “Il mondo sta attraversando una frattura su diverse dimensioni: tecnologia, energia, commercio e geopolitica”. Secondo il premier canadese, “l’integrazione viene usata come arma da alcuni e le regole non stanno limitando gli egemoni”.
“Ora dobbiamo affrontare attivamente il mondo per quello che è, non per come vorremmo che fosse”, ha detto Carney, richiamando quanto già affermato al forum di Davos lo scorso gennaio. “Sappiamo che la nostalgia non è una strategia, ma non pensiamo di essere destinati a sottometterci a un mondo più transazionale, più chiuso e più brutale”, ha aggiunto il premier canadese, secondo cui incontri come quello della Comunità politica europea “indicano una strada migliore”.
In un anno, Canada e UE hanno sottoscritto un nuovo Partenariato strategico per il futuro tra Unione europea e Canada e un Partenariato per la sicurezza e la difesa, con l’obiettivo di approfondire la cooperazione in materia di commercio, tecnologia, energia e sicurezza. A febbraio, il Canada è diventato invece il primo Paese non europeo ad aderire all’iniziativa SAFE, Security Action for Europe, dell’UE, aprendo opportunità per miliardi di dollari e accesso al mercato per le industrie, le imprese e i lavoratori canadesi del settore della difesa.
Non solo. Secondo un sondaggio condotto da Spark Advocacy lo scorso marzo, la maggioranza dei canadesi ritiene che il Canada dovrebbe valutare l’adesione all’Unione europea in un momento delicato per le relazioni geopolitiche. Il sondaggio, condotto su un campione di 4.000 persone, ha rilevato che un intervistato su quattro riteneva una buona idea l’ingresso formale del Canada nel blocco economico e politico europeo. Un ulteriore 58% ha indicato che si trattava di una proposta meritevole di approfondimento, mentre la parte restante la considerava una cattiva idea.
Andare oltre i tradizionali ambiti di cooperazione
Nel suo intervento Carney ha allargato il concetto di autonomia strategica, attualmente al centro del dibattito europeo, declinandolo in chiave transatlantica e presentando il Canada come partner sempre più centrale per l’Europa in una fase di crescente distanza dagli Stati Uniti. Sicurezza e prosperità, ha osservato, “vanno ben oltre gli ambiti tradizionali dell’alimentazione, dell’energia e della difesa”, includendo anche “le comunicazioni basate sullo spazio, i semiconduttori, la sovranità digitale, le materie prime critiche, i sistemi di pagamento indipendenti, l’energia pulita e i vaccini”.
Per il premier canadese, “il nostro imperativo strategico è costruire queste capacità sovrane insieme ai partner più fidati”. Ed è proprio qui che, secondo Carney, si aprono “enormi opportunità di partenariato tra Canada ed Europa”. Ottawa si considera “altamente complementare” agli obiettivi economici e di sicurezza europei, anche attraverso il nuovo “Partenariato strategico UE-Canada del futuro”, pensato per rafforzare le relazioni “dal digitale alle catene di approvvigionamento della difesa, fino alla sicurezza”.
Carney ha poi rivendicato l’ingresso del Canada nell’iniziativa SAFE dell’Unione europea, definendolo un segnale politico rilevante, e ha indicato le materie prime critiche come uno dei principali terreni della cooperazione futura. Nell’ultimo anno, ha rimarcato il premier canadese, il Canada ha concluso “accordi per 18 miliardi di dollari” su “20 tra le principali materie prime critiche al mondo”. Secondo Carney, queste risorse sono considerate da Ottawa come una base per accordi “governo-governo con i nostri partner più stretti”, innanzitutto “nel quadro del G7”.
Ma il perimetro della collaborazione con l’Europa è più ampio e attraversa “tutta la filiera tecnologica: hardware, infrastrutture cloud, intelligenza artificiale e spazio”. Il premier canadese ha rivendicato anche il ruolo energetico di Ottawa: “Siamo una superpotenza energetica”, ha affermato, ricordando che il Canada è “terzo produttore mondiale di petrolio, quarto produttore mondiale di gas naturale” e dispone della “più grande base idroelettrica rinnovabile”.

