Il futuro premier ungherese, Peter Magyar, auspica di poter presto ottenere lo scongelamento dei fondi europei che erano stati bloccati da Bruxelles a causa di problemi di corruzione e violazione dello stato di diritto durante il governo di Viktor Orban, dopo l’incontro con i vertici UE di mercoledì 29 aprile.

I funzionari di entrambe le parti si sono già incontrati due volte dopo la schiacciante vittoria elettorale del 12 aprile del partito ungherese Tisza, che gli ha conferito una maggioranza di due terzi in parlamento, consentendogli così di modificare la costituzione.

In una visita inusuale, considerando che il nuovo governo di centro destra filo-europeista presterà giuramento il prossimo 9 maggio, Magyar ha incontrato a Bruxelles la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, e il presidente del Consiglio europeo António Costa. Con questa visita preliminare, il futuro primo ministro ungherese mira a gettare le basi affinché i fondi europei congelati possano essere sbloccati il ​​prima possibile dopo il cambio di governo.

In un messaggio sui social media dopo l’incontro, il futuro premier ungherese ha definito i colloqui “estremamente costruttivi e positivi” con la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen sui fondi UE congelati che, a suo dire, arriveranno presto in Ungheria.

Alcuni dei fondi congelati, come gli 11 miliardi di euro del Recovery and Resilience Fund (RFF) per la ripresa post-pandemia, devono essere prelevati entro metà agosto, altrimenti andranno persi irrimediabilmente. Magyar ha scritto in un post su Facebook dopo l’incontro con von der Leyen che sarebbe tornato a Bruxelles durante la settimana del 25 maggio per concludere un accordo politico sui fondi congelati. “L’Unione Europea non impone condizioni che siano contrarie agli interessi del nostro Paese”, ha scritto Magyar, nel tentativo di rassicurare i cittadini ungheresi. Il leader di Tisza ha poi scritto che “l’Ungheria era, è e sarà in Europa”.

Da parte sua, Ursula von der Leyen, ha definito “ottimo” lo scambio di opinioni con Magyar a Bruxelles. “Abbiamo discusso delle misure necessarie per sbloccare i fondi UE destinati all’Ungheria, attualmente congelati a causa di problemi di corruzione e violazione dello stato di diritto”, ha affermato la presidente della Commissione UE in un messaggio su X.

“La Commissione sosterrà il vostro lavoro per affrontare queste problematiche e riallinearvi ai valori europei condivisi. I nostri team continueranno a collaborare strettamente. Per un’Ungheria prospera, nel cuore della nostra casa europea comune”, ha affermato.

Magyar ha incontrato anche il presidente del Consiglio europeo António Costa, che rappresenta i 27 Stati membri dell’UE, il quale si è detto ansioso di avviare “una stretta cooperazione” con Budapest. “L’UE affronta molte sfide, ma quando siamo uniti l’Europa realizza sempre i suoi obiettivi. C’è un lavoro importante da svolgere quest’anno, sul Quadro finanziario pluriennale, sull’Ucraina e sulla competitività”, ha affermato Costa.

Péter Magyar, 45 anni, non presterà giuramento prima del 9 maggio, ma ha promesso di mettersi subito al lavoro. Due giorni dopo la sua vittoria elettorale, era già al telefono con von der Leyen per sollecitare lo sblocco dei fondi europei.

Per quanto riguarda gli sblocchi dei fondi RFF Budapest deve raggiungere una serie di “obiettivi prioritari” che includono riforme anticorruzione e dello stato di diritto, previste dal piano di ripresa post-Covid dell’Ungheria per il 2022. Gli altri fondi ad oggi bloccati, sempre per problemi legati allo stato di diritto sono i circa 6,3 miliardi di euro dei fondi di coesione, che il nuovo governo ha promesso di ottenere dopo le adeguate riforme.

Oltre a ciò, potrebbe avere accesso a 16,1 miliardi di euro in prestiti agevolati per la difesa da parte dell’UE e si impegnerà a porre fine alla multa giornaliera di 1 milione di euro che Budapest è costretta a pagare per la violazione delle norme UE in materia di immigrazione.

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