Le istituzioni europee devono “alzare il ritmo” per poter consentire all’industria della difesa di accelerare la propria produzione. È questa la richiesta fatta dal commissario europeo alla Difesa e allo Spazio, Andrius Kubilius, agli eurodeputati della commissione SEDE, il quale ha avvertito che l’UE non può permettersi ritardi mentre la Russia continua a produrre più armamenti dell’Europa.
Kubilius ha ribadito che “la difesa è la nostra priorità numero uno, sia per la Commissione che per il Parlamento, per gli Stati membri e per i nostri cittadini”, aggiungendo che questa priorità deve tradursi in “misure e interventi molto concreti che dobbiamo attuare”.
Di fronte ai nuovi scenari globali, il commissario ha sollecitato un’intesa rapida sul Defence Readiness Omnibus, ricordando che la Commissione aveva approvato il pacchetto già nel giugno dello scorso anno. “Non possiamo permetterci di rallentarlo o di bocciarlo”, ha detto Kubilius. “Stiamo chiedendo all’industria di accelerare e dobbiamo essere noi stessi ad alzare il ritmo. Putin non aspetterà che concludiamo l’ultimo trilogo per metterci alla prova”, ha osservato.
Cercare di colmare il divario con la Russia
La sfida più grande indicata da Kubilius resta il divario di produzione con la Russia che sta producendo molto più dell’UE con molte meno risorse e investimenti. “I nostri volumi produttivi stanno aumentando troppo lentamente”, ha dichiarato Kubilius.
A sostegno della sua tesi, il commissario ha elencato alcuni dati: “produzione annua di missili da crociera: Russia 1.100, Unione europea 300”, “produzione annua di missili balistici: Russia 900, Ue 0”, “produzione annua di munizioni d’artiglieria: Russia 4 milioni, Unione europea 2 milioni”, “produzione annua di veicoli da fanteria: Russia 3.500, Unione europea 500”.
Tuttavia, Kubilius ha chiarito che non vi è l’intenzione di passare “a un’economia di guerra in Europa”, ma ha osservato che allo stesso tempo i numeri “della produzione sono il primo deterrente”, ha detto Kubilius. “Se vogliamo davvero dissuadere la Russia, dobbiamo produrre più della Russia. Per riuscirci, dobbiamo produrre, produrre, produrre”.
Nello stesso passaggio, il commissario ha invitato l’industria europea a guardare più da vicino all’esperienza ucraina. “Dobbiamo imparare dall’Ucraina come produrre non solo sistemi tecnologicamente eccellenti, ma molto costosi e difficili da portare su larga scala, una difesa d’alta sartoria. Dobbiamo anche imparare come realizzare prodotti di massa, molto più economici e sufficientemente validi”, ha affermato.
“L’Europa sta investendo ingenti risorse nella difesa non per aumentare i prezzi delle armi, non per allungare i tempi di consegna delle armi e non per aumentare i profitti dell’industria. L’Europa investe nella difesa per difendere la pace. E questo può essere raggiunto solo con una produzione sufficiente”, ha aggiunto.
Kubilius ha anche invitato ad approvate il regolamento per la mobilità militare, adottato dalla Commissione lo scorso novembre. Per Kubilius, infatti, “non basta produrre in fretta”, ma anche poter “dispiegare in fretta”, definendo questo elemento essenziale “per la nostra capacità di deterrenza e di difesa dell’Europa”. Da qui l’invito a chiudere il dossier prima della pausa estiva: “Facciamolo prima della pausa estiva. Per consentire ai nostri militari di muoversi rapidamente, dobbiamo prima legiferare”.
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Il sostegno all’Ucraina resta cruciale
Nel suo intervento, il commissario ha affrontato anche il capitolo del sostegno all’Ucraina, definendo il relativo quadro normativo una questione “davvero cruciale, molto importante”. Kubilius ha ringraziato il Parlamento per aver attivato la procedura d’urgenza sul regolamento per l’attuazione del prestito a favore di Kyiv e ha ricordato che, dopo il via libera iniziale del governo ungherese in Consiglio, Budapest ha poi bloccato la modifica del quadro finanziario pluriennale necessaria a consentire il ricorso all’indebitamento comune europeo.
“Ma ora le elezioni sono finite, il popolo si è espresso, soffia un vento nuovo e, in ogni caso, siamo pronti ad attuare il prestito non appena avremo il via libera”, ha affermato facendo riferimento alla storica vittoria del leader di Tsiza, Peter Magjar alle elezioni del 12 aprile che hanno visto sconfitto, dopo 16 anni, l’attuale premier e leader di Fidesz Viktor Orban.
L’ex primo ministro estone ha poi aggiunto che “l’Ucraina ha decisamente bisogno di questo denaro” e che per il 2026 Kyiv ha chiesto assistenza per la difesa pari a “28,3 miliardi di euro”.
In estate la comunicazione sullo Scudo spaziale europeo
Sullo spazio, ha inoltre preannunciato una futura comunicazione sullo European Space Shield, tema su cui, ha detto, conta di lavorare insieme al Parlamento “per salvaguardare la difesa e il futuro dell’Europa”. “Quest’estate presenteremo una comunicazione sullo Scudo Spaziale europeo, un piano per tutte le nostre capacità spaziali a beneficio della difesa e degli enti governativi: stiamo attualmente raccogliendo contributi attraverso workshop con gli Stati membri e il settore”, ha affermato il commissario UE.
Sul programma Security Action for Europe (SAFE) adottato nel maggio 2025, Kubilius ha ricordato di aver firmato il primo febbraio l’accordo internazionale tra Unione europea e Canada che consente la cooperazione di Ottawa nell’ambito dello strumento, invitando gli eurodeputati ad approvarlo. Ha inoltre riferito che, dei 19 Stati membri che hanno chiesto un prestito, “al momento, solo il piano ungherese non è stato ancora approvato dalla Commissione”.
Tra le nuove iniziative, il commissario ha richiamato Agile, il nuovo strumento di finanziamento da 115 milioni di euro pensato per portare “a velocità record” le tecnologie di difesa dirompenti dal laboratorio al campo, presentato lo scorso 25 marzo.
Secondo il commissario UE, Agile mira alla “rapida fornitura alle forze armate di tecnologie e prodotti innovativi per la difesa” ed è pensato come strumento “rapido e semplice, con l’erogazione del sostegno finanziario nell’arco di quattro mesi”. Kubilius ha anche precisato che il bilancio disponibile è limitato, “circa 115 milioni di euro”, ma sufficiente per avviare una fase pilota.
Guardando ai prossimi mesi, il commissario ha annunciato nuove proposte sul mercato comune dei prodotti e dei servizi per la difesa e una revisione della direttiva sugli appalti della difesa, con regole più semplici affinché gli Stati membri possano acquistare “meglio insieme e in modo europeo”.

