I talebani avrebbero inviato e insediato un loro membro all’interno dell’ambasciata dell’Afghanistan a Berlino senza che il governo tedesco ne fosse a conoscenza. A rivelarlo è l’emittente pubblica tedesca ARD, che torna su una vicenda – quella dei rapporti tra Berlino e l’Afghanistan guidato dai talebani – che in questi mesi è più volte balzata agli onori della cronaca.
Intanto, la homepage del sito dell’ambasciata dell’Afghanistan a Berlino ha cambiato la propria immagine sostituendo la bandiera della Repubblica dell’Afghanistan con quella dell’emirato islamico dell’Afghanistan.

La persona indicata dall’ARD è Nebrasul H., presentato come uno dei due funzionari consolari afghani arrivati a Berlino nel luglio scorso con il via libera del governo tedesco per questioni consolari legate anche ai rimpatri verso l’Afghanistan. Secondo l’emittente, però, lo stesso funzionario sarebbe stato parallelamente designato in modo riservato anche come chargé d’affaires, cioè come il diplomatico chiamato a dirigere la sede in assenza di un ambasciatore. L’ARD sostiene di aver visionato documenti riservati nei quali Nebrasul H. compare e firma proprio in questa veste.
Sempre secondo i media tedeschi che rilanciano la ricostruzione dell’ARD, la Germania si troverebbe così in una situazione anomala nel quadro europeo: Berlino sarebbe infatti l’unico Stato membro dell’UE in cui i talebani gestirebbero di fatto un’ambasciata afghana. Nella stessa ricostruzione si afferma anche che il precedente responsabile della sede, Abdul P., nominato ai tempi del governo di Ashraf Ghani, sarebbe stato svuotato dei suoi poteri e relegato a un ruolo sostanzialmente rappresentativo.
Il punto più delicato riguarda il fatto che Berlino sostiene di non avere ricevuto alcuna notifica formale di cambiamenti al vertice della missione. In conferenza stampa, il ministero degli Esteri tedesco ha precisato che “l’ambasciata afghana a Berlino è guidata da una persona che è stata accreditata in Germania prima della presa del potere da parte dei talebani” e che “non sono stati notificati” cambi di personale. Il portavoce ha inoltre chiarito che, perché una persona possa assumere formalmente il titolo di ambasciatore, sarebbe necessario un agrément del Paese ospitante, cosa che in questo caso non è avvenuta.
“Il ministero degli Esteri non è stato informato di alcun cambio di personale” ha aggiunto il portavoce del ministero degli Esteri tedesco, precisando che Berlino continuerà a comunicare solo con le “autorità di fatto” controllate dai talebani in Afghanistan e chiarirà che la situazione giuridica attuale rimane invariata.
Pur senza riconoscere i talebani come governo legittimo dell’Afghanistan, Berlino ha ormai aperto un canale diretto con le autorità de facto di Kabul sul dossier dei rimpatri. A fine febbraio la Germania ha infatti espulso 20 cittadini afghani condannati per reati, in quello che Die Zeit definisce il primo volo charter organizzato “sulla base di un accordo diretto”, mentre in passato il Qatar aveva svolto un ruolo di mediazione.
[a cura di Simone Cantarini]

