La Serbia guarda sempre più est e diventerà il primo operatore europeo a impiegare i missili balistici aria-superficie cinesi CM-400AKG per la sua aeronautica. Ad annunciarlo è stato il presidente serbo, Aleksandar Vucic parlando alla Radio Televisione Serba (RTS).

“Disponiamo di un numero considerevole di missili e ne avremo ancora di più”, ha dichiarato Vučić. Il presidente serbo ha confermato che le Forze armate del Paese hanno già integrato con successo un missile cinese sui caccia russi MiG-29 in suo possesso.

L’annuncio giunge mentre Belgrado sta cercando di conciliare la sua partnership con la NATO e le aspirazioni di adesione all’Unione europea con i suoi stretti rapporti con la Russia e la Cina.

L’annuncio del presidente serbo avviene dopo la pubblicazione, nei giorni scorsi, di fotografie che ritraggono aerei da combattimento in dotazione alle Forze armate serbe. Secondo quanto riferisce il sito Radio Free Europe, uno degli aerei sarebbe stato armato con un missile aria-superficie a lungo raggio di fabbricazione cinese, denominato CM-400. L’altro, secondo le stesse accuse, trasportava una bomba aerea LS-6, anch’essa di fabbricazione cinese.

Vučić ha dichiarato giovedì che gli aerei con i missili cinesi sono stati “filmati per caso”. Non ha risposto alla domanda di un giornalista su quanto fosse stato pagato esattamente per i missili cinesi.

Il CM-400AKG, prodotto dalla China Aerospace Science and Industry Corporation (CASIC), è un missile balistico aria-superficie supersonico. Può trasportare una testata esplosiva da 150 kg (330 libbre) o una testata penetrante da 200 kg (440 libbre) e ha una gittata fino a 400 km (248 miglia). Il suo primo impiego in combattimento risale al conflitto tra India e Pakistan del 2025, quando l’aeronautica pakistana prese di mira un sistema di difesa aerea indiano S-400.

La Croazia ha commentato molto duramente le parole del presidente serbo, con il premier croato, Andrej Plenković, che ha sottolineato che Zagabria discuterà con i suoi alleati.

“Parleremo con i nostri partner della NATO e li metteremo in guardia contro queste armi, che rappresentano una novità nell’arsenale dell’esercito serbo”, ha dichiarato Plenković citato dai media locali. Il premier ha aggiunto di non aspettarsi “che il possesso di armi così pericolose possa in alcun modo portare a una posizione da utilizzare contro i Paesi vicini, la Croazia o qualsiasi altro”.

La Serbia, nonostante gli avvertimenti di Bruxelles e Washington, sta intensificando la cooperazione militare con la Cina.

Secondo i dati dello Stockholm International Peace Research Institute (SIPRI), dal 2020 al 2024 la Serbia ha importato la maggior parte delle armi dalla Cina (57%), seguita dalla Russia (20%) e dalla Francia (7,4%). Negli ultimi due anni, l’industria della difesa nazionale ha importato dalla Cina beni per un valore di circa 240 milioni di euro. È quanto emerge dai dati doganali relativi al periodo fino a giugno 2024-2025.

[a cura di Simone Cantarini]

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