La procura nazionale polacca – Prokuratura Krajowa – ha avviato un’indagine su sospetti di tratta di esseri umani che potrebbero essere collegati ai documenti resi pubblici nel caso di Jeffrey Epstein.
Secondo gli investigatori, attività di questo tipo potrebbero essersi verificate tra il 2009 e il 2019 sul territorio della Polonia e di altri Paesi. Il procedimento rappresenta una nuova fase di una vicenda che ha attirato grande attenzione dopo la divulgazione di milioni di documenti legati alle attività del finanziere statunitense Jeffrey Epstein.
“I documenti analizzati finora indicano un fondato sospetto della commissione del reato di tratta di esseri umani”, si legge nella dichiarazione.
Secondo la procura, il reato potrebbe essere consistito nel reclutamento sul territorio della Polonia di persone non identificate – sia maggiorenni sia minorenni, in particolare donne, comprese cittadine polacche – inducendole in errore sulla natura del lavoro all’estero. Successivamente sarebbero stati organizzati il loro trasporto fuori dal Paese e la consegna ad altre persone allo scopo di sfruttamento sessuale.
La decisione di avviare l’indagine è il risultato dell’analisi dei materiali pubblicati all’inizio dell’anno. Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha allora reso pubbliche circa tre milioni di pagine di documenti relativi alle attività di Epstein – miliardario e criminale sessuale condannato che per anni ha costruito una rete internazionale di contatti nel mondo degli affari e della politica.
I materiali divulgati – che comprendono corrispondenza, fotografie e registrazioni – hanno suscitato reazioni in tutto il mondo. Tra i milioni di pagine vi sono anche riferimenti alla Polonia.
I documenti contengono, tra l’altro, menzioni di due modelle polacche, Mariana Idźkowska e Sandra Kubicka, dell’ex tennista Wojciech Fibak e del collaboratore di Epstein Janusz Banasiak. Negli atti compare inoltre la vicenda di un’imbarcazione acquistata da una società di Epstein da un’azienda della regione della Casciubia.
Le autorità polacche avevano reagito alla vicenda già in precedenza. All’inizio di febbraio il primo ministro Donald Tusk ha annunciato la creazione di uno speciale gruppo di analisi incaricato di esaminare i documenti resi pubblici.
“In Polonia non faremo finta che non sia successo nulla”, ha dichiarato allora il capo del governo. Tusk ha inoltre sottolineato che lo Stato deve reagire con fermezza a qualsiasi segnale di sfruttamento dei minori.
“Se vi è stato anche un solo caso di sfruttamento di bambini polacchi da parte di una rete di pedofili e dell’organizzatore di questo circolo diabolico, il signor Epstein, lo Stato polacco farà tutto il possibile per proteggere le vittime e perseguire efficacemente i responsabili”, ha affermato.
La procura non ha per ora comunicato se l’indagine riguardi persone specifiche né se qualcuno sia stato formalmente accusato. Il procedimento mira a verificare le informazioni contenute nei documenti resi pubblici e a stabilire se sul territorio della Polonia possano essere stati commessi reati legati a una rete internazionale di tratta di esseri umani.
Tradotto da Cesare Ceccato. Leggi qui l’articolo originale.
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