Bruxelles e Baku lavorano a un rafforzamento della cooperazione bilaterale, con l’energia che resta il perno del rapporto ma con un possibile ampliamento anche ai dossier della difesa e della sicurezza. A indicarlo è stato il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa, intervenendo da Baku al fianco del presidente azerbaigiano Ilham Aliyev, in una fase in cui per l’Unione europea la diversificazione delle forniture energetiche è una priorità di fronte agli sconvolgimenti sul mercato del petrolio e del gas dovuti al conflitto in Medio Oriente.
“La sicurezza energetica è fondamentale per la cooperazione tra UE e Azerbaigian. Quattro anni fa a Versailles il Consiglio europeo ha concordato di diversificare le fonti energetiche dell’Ue e l’Azerbaigian è stato centrale in questo sforzo. Con l’attuale volatilità, la nostra partnership energetica è più importante che mai”, ha dichiarato Costa.
Il presidente del Consiglio europeo ha quindi spiegato che è “in fase di elaborazione un nuovo quadro per promuovere una più stretta cooperazione tra l’Ue e l’Azerbaigian, che segna una visione condivisa per il futuro”. Un percorso che, ha aggiunto, potrebbe andare oltre il solo capitolo energetico: “Stiamo inoltre valutando modalità per approfondire la nostra cooperazione in materia di difesa e sicurezza”.
Le parole di Costa confermano il peso crescente dell’Azerbaigian nella strategia europea di riduzione della dipendenza da altre fonti energetiche, in particolare dopo l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia nel 2022, quando Bruxelles e Baku siglarono un memorandum d’intesa su un partenariato strategico nel campo dell’energia.
Tale accordo prevedeva un aumento sostanziale delle esportazioni di gas azero verso l’UE attraverso il Corridoio meridionale del gas, con l’ambizione a lungo termine di aumentare le forniture annuali a 20 miliardi di metri cubi entro il 2027.
A seguito del progressivo abbandono delle forniture russe da parte dei Paesi UE, quelle provenienti dall’Azerbaigian sono aumentate di oltre il 40% tra il 2021 e il 2024. Alla riunione del Consiglio consultivo del Corridoio meridionale del gas all’inizio di questo mese, la Commissione europea ha dichiarato che l’Azerbaigian e la SOCAR hanno fornito 12,5 miliardi di metri cubi di gas agli Stati membri dell’UE nel 2025, con un aumento del 53,8% rispetto ai livelli del 2021.
L’UE guarda anche allo sviluppo delle reti di trasporto nei suoi rapporti con Baku. Lo stesso presidente del Consiglio europeo ha sottolineato che lo sviluppo del cosiddetto Corridoio di Mezzo rappresenta un’opportunità strategica per nuovi collegamenti di trasporto tra Europa e Asia. In particolare Costa ha fatto riferimento all’importanza del completamento del collegamento ferroviario Baku-Nakhichevan, sostenendo che una maggiore resilienza dei trasporti potrebbe sostenere il commercio, l’occupazione e la crescita.
“Una parte importante della nostra partnership è sempre stata, è e sarà sicuramente la cooperazione nel settore energetico, soprattutto dopo il 2022, quando abbiamo firmato con la Commissione europea un documento sul partenariato strategico nel settore energetico”, ha affermato da parte sua il presidente azero.
Aliyev ha sostenuto che da allora l’Azerbaigian abbia aumentato le forniture verso l’Europa, sia in termini di volumi sia di Paesi raggiunti. “Da allora, abbiamo aumentato le nostre esportazioni di gas verso i paesi europei in termini di volumi e numero di paesi. Oggi, 10 membri dell’Unione europea ricevono gas dall’Azerbaigian, e il numero totale di Paesi è 16. E con questo numero, siamo i primi al mondo nella fornitura di gas tramite gasdotti”, ha aggiunto il presidente azerbaigiano.
“Quindi, il nostro ruolo nella sicurezza energetica per molti Paesi sta crescendo. Il mercato europeo per noi rappresenta la metà delle nostre esportazioni totali di gas e ha un potenziale di crescita”, ha affermato.
Accanto alla dimensione energetica, il leader Aliyev ha insistito anche sulla centralità economica dell’Unione europea per il suo Paese. “Ho esaminato alcuni dati economici e a gennaio il 50% del nostro fatturato commerciale era costituito da scambi con l’Unione europea. L’anno scorso era leggermente inferiore. Ma questo dimostra davvero che per noi l’Unione europea è il partner commerciale numero uno”, ha affermato. Quindi ha indicato margini di ulteriore espansione nei rapporti economici e finanziari tra le due parti: “E sono sicuro che con i nuovi progetti, con le nuove opportunità di investimento – e gli investimenti vanno in due direzioni, stiamo anche investendo attivamente in Europa ora – il nostro fatturato commerciale crescerà sicuramente”.

