Mentre il governo ungherese continua a presentare l’Ucraina come una minaccia, aziende legate al settore della difesa in espansione del Paese stanno costruendo legami sempre più stretti con imprese che riforniscono l’esercito ucraino.
Il primo ministro ungherese Viktor Orbán ha recentemente parlato a un evento che annunciava una serie di partnership tra 4iG Space and Defence Technologies – la controllata della difesa del gruppo tecnologico ungherese 4iG – e diversi produttori internazionali di armamenti. Gli accordi coinvolgono la società turca Nurol Makina e il produttore statunitense Lockheed Martin, oltre al gruppo Czechoslovak Group (CSG), con sede a Praga, e alla sua controllata Tatra Trucks.
In base all’accordo, Tatra Trucks ha acquisito una quota del 37% in Rába Nyrt., uno degli ultimi produttori della difesa ancora di proprietà ungherese. “La cooperazione tra la ceca Tatra Trucks e l’ungherese 4iG, che possiede Rába, è importante di per sé”, ha dichiarato Orbán, descrivendo l’accordo come parte di una più ampia “strategia geopolitica”.
It was an honor to celebrate today the new partnership between 4iG/Rába and Tatra Trucks – an important step enabling Hungary to acquire @LockheedMartin High Mobility Artillery Rocket Systems (HIMARS). The purchase of this critical defense asset, used by the U.S. and its major… pic.twitter.com/id2GdlTZG4
— Chargé d’Affaires Caroline Savage (@USAmbHungary) March 2, 2026
Tuttavia, l’investimento riduce ulteriormente la proprietà statale nel settore della difesa del Paese.
Il ministero della Difesa ungherese lo scorso anno ha privatizzato la maggior parte delle restanti attività dell’industria della difesa di proprietà statale. Il processo è iniziato con la vendita di quote nel produttore aeronautico ceco Aero Vodochody a investitori legati al gruppo MOL ungherese e a una società associata all’imprenditore Árpád Habony.
A ciò è seguita una privatizzazione su larga scala in cui 4iG ha acquisito una quota di maggioranza nella holding statale N7 Holding. Il portafoglio includeva diverse aziende legate alla difesa come il produttore di armi da fuoco Arzenál Kft. e la società di manutenzione aeronautica Aeroplex Kft., oltre alle partecipazioni ungheresi in joint venture con grandi produttori stranieri della difesa tra cui Rheinmetall, Colt CZ e Airbus.
Inizialmente lo Stato aveva mantenuto la proprietà di Rába, ma nel giro di pochi mesi 4iG è diventata l’azionista di maggioranza dello storico produttore di camion. L’ultimo accordo trasferisce ora una parte significativa di quella proprietà a CSG.
Come risultato del processo di privatizzazione, pochi grandi produttori della difesa restano completamente di proprietà ungherese. Lo Stato non possiede più una fabbrica di armi tradizionale, mantenendo principalmente aziende che forniscono supporto tecnico e servizi di manutenzione.
Attraverso il suo coinvolgimento in 4iG, è cresciuta anche l’influenza di Rheinmetall nel settore della difesa ungherese. Il gigante tedesco della difesa controlla più di un quarto delle azioni di 4iG.
Questo livello di esposizione straniera nell’industria della difesa è insolito nella regione. Paesi come Romania, Slovacchia e Bulgaria hanno in gran parte mantenuto i loro principali produttori di armi sotto controllo statale.
Allo stesso tempo, le aziende straniere che stanno entrando nel settore della difesa ungherese hanno ampi legami con lo sforzo bellico ucraino.
Il gruppo Czechoslovak Group è diventato uno dei principali fornitori dell’esercito ucraino. Secondo l’azienda, l’Ucraina è stato il suo mercato più importante nel 2025, con oltre un quarto dei ricavi provenienti da ordini militari ucraini.
Nel 2024 l’azienda ha firmato un accordo di cooperazione con il produttore di armi ucraino Ukrainska Bronetechnika per produrre munizioni di artiglieria in parte nella Repubblica Ceca e in parte in Ucraina.
CSG ha affermato che la mossa era destinata a rafforzare la cooperazione con le aziende ucraine e a sostenere il paese nella produzione di munizioni di artiglieria sul proprio territorio, aumentando al contempo la produzione per le forze armate ucraine e riducendo i costi.
Nell’ottobre dello scorso anno l’azienda ha avviato la produzione in Ucraina, diventando uno dei primi produttori occidentali di armi a iniziare a produrre nel paese. Durante il primo anno prevedeva di fornire 100.000 unità di proiettili di artiglieria da 155 millimetri.
Durante la guerra l’Ucraina è passata al calibro standard NATO da 155 millimetri, poiché i suoi sistemi di artiglieria sono stati in gran parte sostituiti da modelli occidentali.
Anche Rheinmetall – che ha forti legami con il settore della difesa ungherese attraverso 4iG – sta fornendo munizioni all’Ucraina e costruendo lì proprie strutture di produzione.
La controllata di CSG Excalibur Army ha inoltre svolto un ruolo importante nella fornitura di equipaggiamenti all’Ucraina. L’azienda ha contribuito alla revisione dei carri armati ucraini T-72 nel 2022 e nel 2023 nell’ambito di un programma statunitense-olandese e ha fornito sistemi missilistici e attrezzature di artiglieria alle forze ucraine.
Nel frattempo Tatra Trucks, un’altra controllata di CSG coinvolta nell’accordo ungherese, è anch’essa fornitrice dell’esercito ucraino. Già prima della guerra l’azienda aveva consegnato all’Ucraina veicoli militari Tatra Force.
Questi camion fungono da piattaforma per diversi sistemi d’arma ucraini, tra cui il missile antinave Neptune che è stato utilizzato dalle forze ucraine per affondare l’ammiraglia della flotta russa del Mar Nero Moskva.
Il rapporto dell’azienda per il 2025 indicava l’Ucraina tra i suoi mercati di esportazione più importanti.
La partnership più ampia attorno a 4iG include anche la turca Nurol Makina e Lockheed Martin, entrambe fornitrici di equipaggiamenti all’Ucraina. Nurol Teknoloji ha indicato nel 2023 di aver consegnato al paese piastre di armatura balistica e equipaggiamenti protettivi, mentre Lockheed Martin produce componenti per i sistemi missilistici Javelin e HIMARS utilizzati dalle forze ucraine, oltre agli intercettori dei missili Patriot.
Tradotto da Cesare Ceccato. Leggi qui l’articolo originale.
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