Il Portogallo si prepara a un ballottaggio presidenziale inedito e politicamente carico: il candidato socialista António José Seguro ha vinto il primo turno delle elezioni, ma dovrà affrontare al secondo turno il leader dell’estrema destra André Ventura. È la prima volta nella storia democratica recente del Paese che un candidato dell’ultradestra arriva al confronto finale per la presidenza.
Con il 95% delle circoscrizioni scrutinato, Seguro guida con il 30,6% dei voti, seguito da Ventura con il 24,2%. Più distaccato il candidato liberale João Cotrim Figueiredo, terzo con il 15,5%. Il ballottaggio si terrà l’8 febbraio e deciderà chi succederà al presidente uscente Marcelo Rebelo de Sousa.
I sondaggi alla vigilia indicavano Ventura come possibile primo classificato al primo turno, ma il risultato conferma comunque la forte avanzata dell’estrema destra portoghese, ormai stabilmente al centro della scena politica nazionale.
Durante la campagna elettorale, Seguro aveva impostato il suo messaggio su un appello all’unità democratica, sostenendo di essere l’unico in grado di fermare l’“estremismo” di Ventura e invitando «tutti i democratici» a convergere sulla sua candidatura.
Sebbene la carica di presidente della Repubblica in Portogallo sia in gran parte cerimoniale, in situazioni di crisi il capo dello Stato dispone di poteri decisivi: può sciogliere il parlamento, indire nuove elezioni o rimuovere il primo ministro.
L’attuale premier, il conservatore Luís Montenegro, ha dichiarato che non darà indicazioni di voto per il secondo turno. Il suo governo di minoranza, tuttavia, dipende già in parte dal sostegno parlamentare del partito Chega di Ventura per far passare alcune riforme.
Ventura: “Sono molto fiducioso”
È la prima volta in circa quarant’anni che nessun candidato riesce a superare il 50% al primo turno. Ventura si è detto “molto fiducioso” dopo aver votato a Lisbona. “Non possiamo passare il tempo a criticare e poi restare sul divano quando siamo chiamati a decidere”, ha affermato. “Credo nel buon senso dei portoghesi”, ha aggiunto, dopo aver votato nella sua città natale di Caldas da Rainha.
Nel finale di campagna, il leader di Chega ha invitato gli altri partiti di destra a non ostacolarlo e ha indurito i toni, promettendo di “rimettere ordine” nel Paese e dichiarando che non cercherà di piacere a tutti.
Tra gli elettori emergono però anche forti segnali di preoccupazione. A Lisbona, Alexandre Leitão, biologo cinquantenne, ha detto di aver votato a sinistra per arginare “una svolta molto negativa verso l’estrema destra”. Irina Ferestreoaru, 33 anni, ha spiegato che il consenso per Ventura è “un segnale d’allarme per il Paese, perché le persone sono disperate e vogliono vedere un cambiamento”.
La normalizzazione dell’ultradestra
Secondo gli analisti, Ventura guarda già oltre la presidenza e punta a diventare, prima o poi, primo ministro. «André Ventura si candida per consolidare la sua base elettorale», spiega il politologo António Costa Pinto dell’Università di Lisbona.
Il suo partito, Chega, è diventato la principale forza di opposizione dopo le elezioni legislative dello scorso maggio, superando i socialisti. «Un altro risultato forte dell’estrema destra confermerebbe il suo dominio sul panorama politico», osserva la società di consulenza Teneo.
Il voto assume quindi un significato che va oltre il ruolo – formalmente limitato – della presidenza: rappresenta un test cruciale sulla direzione politica del Paese. Il Portogallo, membro dell’UE e dell’Eurozona, pesa per circa l’1,6% dell’economia dell’Unione, ma il suo equilibrio politico è sempre più osservato con attenzione a Bruxelles.

