La Commissione europea ha pubblicato i risultati di un nuovo Eurobarometro speciale sull’innovazione alimentare, che fotografa come i cittadini percepiscono alimenti, ingredienti e colture innovativi. L’indagine fa seguito alla strategia Ue per le scienze della vita, secondo cui un’innovazione più rapida deve andare di pari passo con la fiducia del pubblico nelle nuove tecnologie e con la garanzia che i progressi scientifici portino benefici concreti a persone e pianeta. Un coinvolgimento dei cittadini particolarmente importante in agricoltura e tecnologie alimentari, dove l’innovazione è legata a salute, sostenibilità, sicurezza alimentare e scelte quotidiane.
Per molti europei l’innovazione alimentare è un aiuto concreto per agricoltori e produttori. Quasi sette intervistati su dieci (68%) ritengono che possa offrire strumenti aggiuntivi per affrontare sfide come il cambiamento climatico, i parassiti, la scarsità di risorse e le interruzioni nelle catene di approvvigionamento. Tra i prodotti presentati, il maggior consenso va a frutta e verdura da colture adattate a siccità, parassiti o eventi meteorologici estremi, con cui si dice a proprio agio la metà degli intervistati (50%). Alimenti e colture innovativi, osserva la Commissione, possono rafforzare la resilienza del sistema alimentare europeo, ampliare le opzioni produttive, sostenere la sicurezza alimentare e rispondere alle esigenze mutevoli dei consumatori, nel rispetto degli elevati standard di sicurezza dell’UE.
L’atteggiamento dell’opinione pubblica resta tuttavia cauto: il 51% degli intervistati ha un’opinione negativa dei prodotti alimentari innovativi, contro il 39% che ne ha una positiva. Pesa soprattutto una lacuna informativa: quasi tre europei su quattro (72%) non si sentono adeguatamente informati su alimenti, ingredienti e colture innovativi.
L’apertura è più alta tra i più giovani, tra chi ha un livello di istruzione superiore, tra chi vive in contesti urbani e tra chi ha più familiarità con il tema. Gli under 39 sono più a loro agio degli over 55 (oltre il 50% contro il 34%), e l’agio è minore tra chi ha lasciato gli studi a 15 anni rispetto a chi li ha completati a 20 anni o oltre. Più della metà dei residenti nelle grandi città si dice a proprio agio con alimenti sviluppati con tecniche moderne, contro il 42%-46% di chi vive in villaggi o aree rurali.
A fare la differenza è soprattutto l’informazione. Si dice a proprio agio con gli alimenti innovativi il 72% di chi si ritiene ben informato, contro il 36% di chi non lo è, e il 59% di chi ne aveva già sentito parlare, contro il 32% di chi non ne sapeva nulla. Lo stesso divario emerge nel giudizio: tra chi si sente ben informato, il 72% ha una visione positiva degli alimenti innovativi, tra chi non lo è la quota scende al 27%. Per questo, sottolinea la Commissione, sono essenziali comunicazione chiara, trasparenza e fiducia.
Sulla trasparenza il consenso è netto: l’85% degli intervistati ritiene che i prodotti alimentari innovativi debbano avere denominazioni chiare e fornire informazioni comprensibili su come vengono prodotti, cosa contengono e da dove provengono.
I risultati arrivano in una fase cruciale per l’agenda UE sulla ricerca e l’innovazione alimentare e interessano in particolare “Food 2040”, il quadro strategico di ricerca e innovazione per i sistemi alimentari, parte del recente “Approccio strategico dell’Ue alla ricerca e all’innovazione per un’agricoltura, una silvicoltura, aree rurali e sistemi alimentari competitivi, resilienti e sostenibili”. Food 2040 insiste sul coinvolgimento di consumatori e parti interessate, attraverso co-creazione e sperimentazione in contesti reali, per garantire che le nuove soluzioni rispondano a esigenze economiche, ambientali e sociali. I dati, secondo la Commissione, offrono spunti per politiche, ricerca e strategie di comunicazione e possono aiutare ricercatori, innovatori e decisori a considerare le aspettative del pubblico fin dalle prime fasi dell’innovazione.
Mentre l’Europa lavora per rendere il proprio sistema alimentare più resiliente, conclude la Commissione, l’innovazione può ampliare la gamma di soluzioni a disposizione di agricoltori e produttori. Ma un’adozione efficace dipende da informazioni chiare, trasparenza, sicurezza e fiducia del pubblico.
[A cura di Giacomo Cellupica]
Didascalia: foto illustrativa, il settore frutta e verdura in un supermercato [Alabama Extension via Wikimedia Commons]

