Il Parlamento europeo chiede all’Unione europea di valutare il dispiegamento di una missione navale nel Mar Nero per proteggere il traffico commerciale e contrastare le crescenti minacce alla sicurezza marittima, dopo i recenti attacchi contro navi mercantili civili al largo delle coste di Romania e Bulgaria. Una richiesta che punta a rafforzare la presenza europea in una regione sempre più direttamente coinvolta nella guerra della Russia contro l’Ucraina, dove le operazioni militari di Mosca rappresentano una minaccia anche per la sicurezza degli Stati membri dell’UE e della NATO.

La posizione è contenuta in una risoluzione approvata giovedì 22 ottobre dall’Eurocamera con 432 voti favorevoli, 52 contrari e 88 astensioni. Nel documento, gli eurodeputati condannano fermamente gli attacchi mortali contro il naviglio civile e le ripetute violazioni dello spazio aereo rumeno, attribuendo alla Russia la responsabilità del deterioramento della sicurezza nel Mar Nero occidentale.

Secondo il Parlamento, gli attacchi non rappresentano episodi isolati, ma si inseriscono in una strategia di escalation attraverso la quale Mosca ha progressivamente esteso le operazioni militari contro il traffico marittimo civile. Una situazione che minaccia non soltanto la sicurezza degli equipaggi, ma anche la stabilità regionale, le rotte commerciali e la sicurezza alimentare internazionale, considerata l’importanza del Mar Nero per le esportazioni agricole ucraine.

Di recente, diverse navi mercantili sono state colpite da droni nel Mar Nero, anche all’interno delle acque territoriali rumene. Il 20 ottobre, la NATO ha annunciato l’invio di “risorse aggiuntive” nella regione in seguito agli attacchi nelle acque rumene e bulgare. Inoltre, il 17 ottobre, caccia F-16 rumeni hanno abbattuto due droni d’attacco della famiglia Geran poco dopo che questi erano entrati nello spazio aereo del paese, sopra le sue acque territoriali.

Il 20 ottobre, durante il dibattito all’Eurocamera, l’Alta rappresentante UE Kaja Kallas aveva già sostenuto la necessità di una missione europea nel Mar Nero, sottolineando la necessità di  inviare una missione nella regione “per proteggere il traffico mercantile, non per provocare un’escalation, non per intimidire qualcuno, ma per garantire che possiamo trasportare in sicurezza carburante e merci a prezzi normali”.

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Avviare un’operazione nella regione

Nella risoluzione, il Parlamento invita l’UE e gli Stati membri a esaminare la possibilità di avviare un’operazione nella regione, sottolineando come la libertà di navigazione costituisca un elemento essenziale per la sicurezza del fianco orientale della NATO, del Mar Nero e del delta del Danubio.

L’eventuale operazione potrebbe inserirsi nel quadro delle missioni europee già impegnate nella protezione delle rotte commerciali, come EUNAVFOR Aspides nel Mar Rosso, istituita nel 2024 per contrastare gli attacchi degli Houthi contro il traffico mercantile. Nel caso del Mar Nero, tuttavia, la presenza militare europea dovrebbe confrontarsi con un contesto geopolitico differente, caratterizzato dal confronto diretto con la Russia e dal ruolo strategico della Turchia, che controlla l’accesso al bacino attraverso gli stretti del Bosforo e dei Dardanelli.

La risoluzione non comporta l’avvio automatico di una missione. Una decisione in questo senso richiederebbe infatti un accordo politico tra gli Stati membri nell’ambito della politica di sicurezza e difesa comune dell’UE.

Parallelamente, gli eurodeputati invitano la NATO a valutare una specifica iniziativa per il Mar Nero, sulla base delle discussioni relative a una possibile operazione denominata “Black Sea Sentry”, rafforzando il coordinamento tra Bulgaria, Romania e Turchia.

Particolarmente dure le critiche rivolte al governo bulgaro, accusato di aver mantenuto un atteggiamento ambiguo nei confronti della minaccia russa. Pur riconoscendo il tempestivo intervento dei servizi di soccorso marittimo bulgari e rumeni, delle autorità di frontiera e delle navi mercantili che hanno prestato assistenza alle imbarcazioni colpite, il Parlamento deplora la risposta diplomatica di Sofia agli attacchi.

Gli eurodeputati invitano esplicitamente il primo ministro bulgaro Rumen Radev a “far corrispondere alle richieste di solidarietà degli alleati azioni concrete”, sollecitando il governo a non ritardare ulteriormente la partecipazione all’iniziativa NATO dedicata alla difesa contro le minacce aeree a bassa quota, in particolare i droni.

Il Parlamento chiede inoltre agli Stati membri, in collaborazione con l’Alleanza Atlantica, di sostenere Romania e Bulgaria nel rafforzamento delle capacità di individuazione e tracciamento tempestivo dei droni ostili, soprattutto nelle aree costiere e lungo le rotte percorse dalle navi commerciali.

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Un polo di sicurezza marittima nel Mar Nero

Sul versante europeo, gli eurodeputati sollecitano una rapida attuazione dell’iniziativa per la creazione di un polo di sicurezza marittima nel Mar Nero, prevista dalla strategia regionale presentata dalla Commissione europea nel maggio 2025. Il progetto punta a migliorare il coordinamento tra gli Stati rivieraschi, rafforzare la sorveglianza del traffico navale e proteggere le infrastrutture marittime critiche.

La risoluzione affronta anche la questione delle risorse finanziarie necessarie a sostenere queste iniziative. Il Parlamento propone di destinare eventuali fondi non utilizzati dello strumento SAFE, il programma europeo da 150 miliardi di euro in prestiti per gli investimenti nella difesa, al rafforzamento delle capacità di sicurezza di Romania e Bulgaria.

Gli eurodeputati chiedono inoltre che le esigenze di sicurezza della regione del Mar Nero siano adeguatamente considerate nel prossimo Quadro finanziario pluriennale dell’Unione europea per il periodo 2028-2034, nell’ambito delle risorse destinate alla difesa e alla sicurezza.

Un ulteriore elemento di preoccupazione riguarda le infrastrutture sottomarine strategiche. Il Parlamento invita l’UE e gli Stati membri a rafforzare la protezione dei progetti relativi ai cavi per le telecomunicazioni, alla trasmissione dei dati e ai collegamenti elettrici, attraverso una maggiore sorveglianza marittima, meccanismi di risposta rapida e una più stretta cooperazione regionale.

[a cura di Simone Cantarini]

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