Questa è la lezione undici del secondo modulo del corso di formazione per insegnanti “EUPress”, che tratta il tema “Energia, cambiamento climatico e ambiente”.
Il settore dei trasporti svolge un ruolo essenziale nell’economia e nella vita quotidiana dei cittadini europei, ma rappresenta anche una delle principali fonti di emissioni di gas a effetto serra e di inquinamento atmosferico.
I trasporti producono infatti circa un quarto delle emissioni complessive di gas serra dell’Unione europea. A differenza di molti altri settori dell’economia, inoltre, le emissioni dei trasporti si sono dimostrate particolarmente difficili da ridurre. Per questo motivo la loro decarbonizzazione costituisce una componente essenziale della strategia europea per raggiungere la neutralità climatica entro il 2050.
La lezione dedicata alla European Union Strategy to Reduce Transport Emissions presenta il quadro generale della politica europea in questo ambito e si concentra in particolare sulla Sustainable and Smart Mobility Strategy, la strategia adottata dalla Commissione europea per accompagnare la trasformazione verde e digitale del sistema dei trasporti.
Perché è necessario ridurre le emissioni dei trasporti
La mobilità produce importanti benefici economici e sociali, consentendo la circolazione delle persone e delle merci e collegando territori e mercati. Al tempo stesso genera costi ambientali significativi, tra cui emissioni di gas serra, inquinamento atmosferico, rumore e congestione.
All’interno del settore, il trasporto stradale rappresenta la principale fonte di emissioni. Ciò rende particolarmente importante intervenire su automobili, veicoli commerciali, autobus e mezzi pesanti, senza però trascurare aviazione, trasporto marittimo e ferrovie.
La trasformazione deve quindi riguardare l’intero sistema della mobilità europea.
Nell’ambito del European Green Deal, l’Unione europea ha stabilito l’obiettivo di ridurre del 90% le emissioni di gas a effetto serra derivanti dai trasporti entro il 2050. Tutte le modalità di trasporto – strada, ferrovia, aviazione, navigazione marittima e vie navigabili interne – sono chiamate a contribuire.
La Sustainable and Smart Mobility Strategy
Per accompagnare questa trasformazione, nel dicembre 2020 la Commissione europea ha adottato la Sustainable and Smart Mobility Strategy, accompagnata da un piano d’azione comprendente 82 iniziative.
La strategia definisce una roadmap per rendere il sistema europeo dei trasporti più:
- sostenibile;
- intelligente e digitalizzato;
- resiliente;
- sicuro;
- accessibile;
- economicamente sostenibile per cittadini e imprese.
L’obiettivo non consiste semplicemente nel sostituire una tecnologia con un’altra. La strategia cerca di modificare più profondamente il modo in cui persone e merci si spostano in Europa, offrendo alternative più pulite, efficienti e accessibili.
Entro aprile 2024, secondo la Commissione, oltre il 90% delle 82 iniziative previste dalla strategia risultava già completato o in corso di attuazione.
I principali traguardi al 2030, 2035 e 2050
La strategia individua una serie di milestones, cioè traguardi intermedi che dovrebbero guidare la trasformazione del sistema europeo dei trasporti.
Entro il 2030, la strategia originaria prevede, tra le altre cose:
- almeno 30 milioni di automobili a zero emissioni sulle strade europee;
- 100 città europee climaticamente neutrali;
- il raddoppio del traffico ferroviario ad alta velocità;
- la diffusione su larga scala della mobilità automatizzata;
- la disponibilità sul mercato di navi a zero emissioni;
- una maggiore sostenibilità dei viaggi collettivi inferiori a 500 chilometri.
Entro il 2035, l’obiettivo indicato dalla strategia è rendere disponibili sul mercato aeromobili di grandi dimensioni a zero emissioni.
Entro il 2050, la strategia punta invece a un sistema nel quale quasi tutte le automobili, i furgoni e gli autobus, insieme ai nuovi veicoli pesanti, siano a zero emissioni. Prevede inoltre il raddoppio del traffico ferroviario merci e la piena operatività di una rete transeuropea dei trasporti multimodale e ad alta connettività.
Questi traguardi devono essere letti come parte della roadmap strategica originariamente definita nel 2020. Negli anni successivi molti di essi sono stati tradotti o integrati da nuove norme europee più specifiche.
Dieci aree di intervento
Per trasformare gli obiettivi generali in azioni concrete, la Sustainable and Smart Mobility Strategy individua dieci flagship areas, cioè dieci grandi aree prioritarie di intervento.
La prima grande dimensione riguarda la mobilità sostenibile.
Una priorità è aumentare rapidamente la diffusione di veicoli, navi e aeromobili a zero emissioni e favorire l’utilizzo di combustibili rinnovabili e a basse emissioni di carbonio.
La lezione cita, ad esempio, l’obiettivo originario di arrivare a 3 milioni di punti di ricarica pubblici entro il 2030.
Questo riferimento deve oggi essere interpretato alla luce della successiva Alternative Fuels Infrastructure Regulation (AFIR), il Regolamento (UE) 2023/1804. La normativa ha trasformato l’espansione dell’infrastruttura di ricarica in obblighi più dettagliati, stabilendo requisiti di capacità e copertura lungo la rete TEN-T, anziché affidarsi esclusivamente a un numero complessivo di punti di ricarica. Per i veicoli leggeri, ad esempio, sono previste infrastrutture di ricarica lungo le principali direttrici TEN-T con distanze massime definite tra i punti di ricarica.
Aeroporti e porti più sostenibili
Una seconda priorità riguarda la decarbonizzazione dell’aviazione e del trasporto marittimo.
La strategia prevede la promozione di aeroporti e porti più sostenibili e una maggiore diffusione di combustibili alternativi.
Negli anni successivi questa impostazione è stata rafforzata attraverso iniziative come ReFuelEU Aviation e FuelEU Maritime, che puntano ad aumentare l’utilizzo di combustibili sostenibili rispettivamente nell’aviazione e nel trasporto marittimo.
Rendere più sostenibili gli spostamenti urbani e interurbani
Un altro elemento centrale è il riequilibrio tra le diverse modalità di trasporto.
La strategia punta a rafforzare il ruolo della ferrovia, del trasporto pubblico e della mobilità ciclabile, offrendo ai cittadini alternative credibili rispetto all’utilizzo dell’automobile privata.
Uno degli obiettivi originari è il raddoppio del traffico ferroviario ad alta velocità entro il 2030.
L’attenzione sulla ferrovia è rimasta centrale anche negli anni successivi. Nel novembre 2025, ad esempio, la Commissione ha presentato un nuovo piano per accelerare lo sviluppo dell’alta velocità europea e ridurre significativamente i tempi di percorrenza tra numerose città dell’Unione.
Rendere più verde il trasporto delle merci
La decarbonizzazione non riguarda soltanto i passeggeri.
Una delle dieci flagship della strategia è dedicata al greening freight transport, cioè alla riduzione dell’impatto ambientale del trasporto merci.
Tra gli obiettivi indicati figura il raddoppio del traffico ferroviario merci entro il 2050. La Commissione mira inoltre a favorire una maggiore integrazione tra ferrovia, trasporto stradale, vie navigabili interne e trasporto marittimo, utilizzando anche strumenti digitali per rendere più efficienti le catene logistiche.
Anche la decarbonizzazione dei mezzi pesanti sta assumendo un’importanza crescente. Nel 2026 la Commissione e diversi Stati membri hanno, ad esempio, avviato nuove iniziative per sviluppare corridoi europei dotati di infrastrutture di ricarica specificamente dedicate ai camion a zero emissioni.
Il ruolo della digitalizzazione
La strategia europea considera la trasformazione digitale strettamente collegata a quella ambientale.
L’obiettivo è creare un sistema nel quale le diverse modalità di trasporto possano essere collegate più facilmente tra loro.
La cosiddetta connected and automated multimodal mobility dovrebbe consentire, ad esempio, ai passeggeri di pianificare un viaggio che combina treno, autobus o altre forme di mobilità e di acquistare più facilmente i relativi servizi.
Anche per il trasporto merci l’obiettivo è permettere un passaggio più efficiente tra diverse modalità di trasporto.
Dati, intelligenza artificiale, automazione e sistemi digitali assumono quindi un ruolo sempre più importante. La strategia comprende anche lo sviluppo di un European Common Mobility Data Space, finalizzato a facilitare l’accesso e la condivisione dei dati relativi alla mobilità.
Una mobilità resiliente
La lezione dedica particolare attenzione anche alla resilienza del sistema.
Questa parte riflette chiaramente il momento storico nel quale la strategia è stata adottata. Nel 2020 il settore dei trasporti era infatti tra quelli maggiormente colpiti dalla pandemia di COVID-19.
La Commissione ha quindi collegato la transizione verde e digitale alla necessità di costruire un sistema capace di affrontare meglio crisi future.
Un elemento fondamentale è il completamento e il rafforzamento della Trans-European Transport Network (TEN-T), la rete europea che collega le principali infrastrutture stradali, ferroviarie, portuali, aeroportuali e fluviali.
La TEN-T non rappresenta soltanto un progetto infrastrutturale, ma uno degli strumenti principali attraverso cui l’UE intende costruire un sistema dei trasporti maggiormente integrato e multimodale.
Una transizione giusta e accessibile
La trasformazione del settore non può essere considerata sostenibile se le nuove forme di mobilità non sono accessibili a tutti.
Per questo motivo la strategia dedica particolare attenzione alla dimensione sociale.
La mobilità del futuro deve essere accessibile anche nelle regioni rurali e periferiche e deve rispondere alle esigenze delle persone con disabilità o mobilità ridotta.
Allo stesso tempo, la transizione deve tenere conto delle condizioni di lavoro di milioni di persone impiegate nel settore dei trasporti e della necessità di sviluppare nuove competenze professionali.
Il concetto di just transition riguarda quindi anche la mobilità: decarbonizzare il sistema non significa semplicemente introdurre nuove tecnologie, ma assicurarsi che i benefici e i costi della trasformazione siano distribuiti in maniera equa.
Sicurezza e sostenibilità devono procedere insieme
L’ultima dimensione affrontata nella lezione riguarda la sicurezza.
La Sustainable and Smart Mobility Strategy punta a ridurre drasticamente il numero di vittime e feriti gravi provocati dagli incidenti nei diversi sistemi di trasporto, con l’obiettivo di avvicinare il numero delle vittime della strada a zero entro il 2050.
La mobilità sostenibile, quindi, non riguarda soltanto le emissioni. Un sistema dei trasporti realmente sostenibile deve essere allo stesso tempo pulito, sicuro, accessibile ed efficiente.
Una trasformazione complessiva del sistema europeo dei trasporti
Il principale messaggio della lezione è che raggiungere la neutralità climatica non sarà possibile senza una profonda trasformazione della mobilità.
L’obiettivo europeo di ridurre del 90% le emissioni dei trasporti entro il 2050 richiede di intervenire contemporaneamente su tecnologie, infrastrutture e comportamenti.
Veicoli a zero emissioni, carburanti sostenibili, infrastrutture di ricarica, ferrovie ad alta velocità, trasporto merci più efficiente, digitalizzazione, intelligenza artificiale e multimodalità sono quindi parti di una stessa strategia.
La Sustainable and Smart Mobility Strategy rappresenta la roadmap che ha organizzato questa trasformazione in dieci aree prioritarie e 82 iniziative. Molte delle sue indicazioni sono state successivamente trasformate in normative e programmi più specifici.
La sfida europea non consiste quindi semplicemente nel rendere più ecologico il sistema esistente. L’obiettivo è costruire un nuovo modello di mobilità nel quale la riduzione delle emissioni proceda insieme alla digitalizzazione, alla sicurezza, alla competitività, all’accessibilità e alla resilienza del sistema dei trasporti.

