La leader socialdemocratica svedese Magdalena Andersson ha annunciato lunedì 28 settembre che comunicherà al presidente del Parlamento di non essere in grado di formare un governo. In conferenza stampa ha detto che “al momento non c’è alcuna possibilità” per lei di riuscirci. Ha aggiunto che il sostegno della Sinistra a un candidato moderato per la presidenza del Parlamento significa che si è formata “una nuova costellazione” tra deputati della Sinistra e Moderati. La decisione arriva dopo che il Partito della Sinistra ha annunciato, nel fine settimana, che voterà per il presidente uscente Andreas Norlén, del Partito Moderato, invece che per un candidato del blocco di centrosinistra. I socialdemocratici avevano intenzione di presentare un proprio candidato; con i voti della Sinistra, Norlén ha ora la maggioranza. Andersson ha spiegato che questa scelta ha indebolito il suo tentativo di costruire un governo.
Alle elezioni del 13 settembre il blocco di centrosinistra ha ottenuto 176 seggi contro 173 della coalizione di destra guidata dal premier Ulf Kristersson, con circa 50.000 voti di differenza a livello nazionale. Il voto è stato letto come un referendum sulla promessa di Kristersson di formare una coalizione con i Democratici Svedesi, partito di estrema destra, che ha perso 11 seggi. I socialdemocratici sono rimasti il primo partito con il 28,02% e 99 seggi.
Kristersson si è dimesso per permettere al presidente del Parlamento di avviare le consultazioni, e il 18 settembre Norlén ha affidato ad Andersson l’incarico di verificare se potesse formare un governo tollerato dalla Camera.
I negoziati sono stati bloccati dai veti incrociati dentro il blocco. La Sinistra sostiene solo un governo di cui faccia parte, mentre il Partito di Centro (Centerpartiet) ha dichiarato che non appoggerà un esecutivo con ministri della Sinistra. Secondo The Local, il Centro aveva definito le trattative “inutili” se la Sinistra non avesse rinunciato alla richiesta di incarichi ministeriali, mentre da parte sua la leader della Sinistra Nooshi Dadgostar si era detta disposta a mantenere la richiesta anche a costo di nuove elezioni. Sempre The Local ritiene che il sostegno a Norlén sia stato probabilmente anche una forma di pressione.
In Svezia il centrosinistra vince le elezioni, Kristersson si dimette
Il Centerpartiet potrebbe diventare decisivo
Il nuovo Riksdag si è riunito il 28 settembre e ha iniziato dall’elezione del presidente. Il presidente deciderà ora a chi affidare il compito di cercare una maggioranza per un governo, potenzialmente a Kristersson. L’esito non è scontato, perché la coalizione di destra ha meno seggi del blocco avversario e il suo leader dovrebbe trovare i voti in una Camera in cui la maggioranza numerica resta al centrosinistra.
Intanto, Kristersson continua a guidare un governo di transizione. Il suo blocco, che comprende il partito di estrema destra dei Democratici Svedesi, non è riuscito a ottenere la maggioranza e probabilmente avrebbe bisogno del sostegno del Centerpartiet e dei suoi 25 seggi. Il partito di estrazione liberale, se da un lato ha posto come linea rossa l’assenza di ministri di estrema sinistra in un governo a trazione socialdemocratica, si rifiuta allo stesso tempo di appoggiare un esecutivo che dia influenza ai Democratici Svedesi.
In Svezia, la formazione di un governo richiede tempi lunghi. Ci sono voluti 37 giorni per insediare un governo dopo le elezioni del 2022 e 134 giorni dopo il voto del 2018.

