Il partito di estrema destra Alternative für Deutschland (AfD | ESN) si è classificato al primo posto anche nelle elezioni regionali di ieri (20 settembre) in in Meclemburgo-Pomerania Anteriore, nel nord-est della Germania, consegnando ai cristiano-democratici (CDU | PPE) del cancelliere Friedrich Merz il peggior risultato dal 1949.
“È un disastro”, ha dichiarato Merz dopo la pubblicazione degli exit poll, lasciando però intendere che intende continuare a ricoprire l’incarico di cancelliere e portare avanti la propria agenda di riforme, dopo le speculazioni secondo cui un risultato negativo avrebbe potuto spingerlo a dimettersi.
Sono più di trenta i punti percentuali che staccano AfD, al 37%, dai conservatori di Merz, fermi al 5,5% e appena al di sopra della soglia necessaria per entrare nel Parlamento regionale. L’estrema destra batte anche i socialdemocratici del centrosinistra (SPD | S&D), arrivati al 35,5%.
Il risultato di domenica consegna ad AfD un’altra vittoria al primo posto a livello regionale nel giro di un mese. Il partito è in testa anche nei sondaggi di opinione a livello nazionale, ma è stato tenuto fuori dal potere dal rifiuto degli altri principali partiti di collaborare con esso.
Nell’altra elezione del giorno, tenutasi nel Land della capitale Berlino, AfD ha guadagnato consensi, ma non ha sfondato, fermandosi al 16%. L’elezione è stata vinta dal partito di estrema sinistra Linke, con il 24,5% del consensi, la CDU si è attestata al 20%. È la prima volta che la Linke si colloca in testa a Berlino, dove il partito vuole nazionalizzare gli alloggi appartenenti a proprietari immobiliari privati e imporre un tetto agli affitti.
Merz promette di proseguire con le riforme
I risultati di domenica potrebbero non rappresentare un colpo definitivo per Merz. Tuttavia, i suoi bassi livelli di consenso, le riforme impopolari e il successo di AfD già nelle precedenti elezioni regionali in Sassonia-Anhalt hanno messo in discussione il suo futuro politico.
La governatrice socialdemocratica del Meclemburgo-Pomerania Anteriore, Manuela Schwesig, aveva guadagnato consensi nei sondaggi in vista del voto di domenica criticando apertamente sia AfD sia le riforme del governo federale guidato da Merz.
Schwesig ha inoltre affermato che AfD ha conquistato voti criticando il sostegno della Germania all’Ucraina. In passato aveva sostenuto il progetto del gasdotto Nord Stream, che trasportava il gas russo attraverso il suo Land fino alla Germania, prima che i gasdotti venissero fatti esplodere nel 2022; successivamente aveva cambiato posizione.
“Innanzitutto, nel mio Land, molte persone si oppongono al sostegno all’Ucraina, sia finanziario sia militare”, ha dichiarato. “E un secondo punto: molte persone vorrebbero anche vedere nuovamente il gas fluire attraverso Nord Stream”.
Il vicecancelliere Lars Klingbeil, che è anche leader di SPD, ha lasciato intendere di volere un cambio di rotta, sottolineando le preoccupazioni degli elettori riguardo alla riforma delle pensioni. “Come governo federale, dobbiamo analizzare perché nel Paese c’è un livello così elevato di incertezza”, ha dichiarato Klingbeil alla ARD.
Merz, invece, ha ribadito la propria intenzione di portare avanti un’agenda di riforme che, a suo dire, dovrebbe rilanciare la crescita stagnante della più grande economia europea.
“Ciò che deve essere fatto ora richiede coraggio, fermezza e pazienza”, ha dichiarato. “Arriverei a dire che queste riforme sono l’antidoto al veleno autoritario che sta penetrando sempre più profondamente nella nostra società, alimentato dal fascino dell’autoritarismo”.
Le elezioni in Meclemburgo-Pomerania Anteriore, un Land prevalentemente rurale dell’ex Germania comunista orientale, e nella capitale Berlino normalmente non susciterebbero grande interesse al di fuori della Germania, ma il successo di AfD in Sassonia-Anhalt, che il partito considera il primo passo verso la conquista delle elezioni federali previste nel 2029, ha provocato forti reazioni in tutta Europa.
In poco più di un decennio, il partito, che vuole adottare misure drastiche per espellere gli stranieri privi del diritto di soggiornare in Germania, ripristinare i rapporti energetici con la Russia e abbandonare l’euro, si è trasformato da movimento euroscettico marginale nel partito più popolare del Paese.
Gli exit poll sottolineano i progressi compiuti da AfD negli ultimi anni e sollevano nuove domande sulla strategia del cosiddetto “firewall” o “cordone sanitario”, in base alla quale gli altri principali partiti si rifiutano di stipulare accordi di coalizione con l’estrema destra.
Le difficoltà di Merz
Eletto lo scorso anno sulla promessa di attuare riforme per riportare alla crescita l’economia stagnante della Germania, Merz ha faticato a conquistare gli elettori, aggravando il malcontento per le impopolari riforme in materia di pensioni, tasse e sanità con una serie di errori nella comunicazione.
Il disincanto nei confronti del suo governo ha pesato sulle campagne elettorali sia in Meclemburgo-Pomerania Anteriore sia a Berlino, dove gli elettori si sono concentrati su questioni come il forte aumento dei costi dell’energia e degli alloggi. Venerdì (18 settembre) Merz ha presentato un pacchetto di misure per alleggerire il peso sui consumatori, che comprendeva anche tagli alle tasse su gas e diesel.
Diverse persone che hanno votato in Meclemburgo-Pomerania Anteriore hanno indicato nel costo della vita una delle principali preoccupazioni. “Qui a Schwerin, con questi stipendi, ormai si riesce a malapena a permettersi qualcosa”, ha dichiarato a Reuters l’elettrice Carlotta Heick, nel capoluogo del Land.
Un anziano ha criticato i finanziamenti destinati agli aiuti internazionali. “Abbiamo bisogno dei nostri soldi qui, per il nostro Paese, per i bambini e per i pensionati”, ha dichiarato, chiedendo di non rivelare il proprio nome.
Tradotto da Cesare Ceccato. Articolo originale pubblicato su EUAlive disponibile qui.

