Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha fatto sapere che l’Italia si muoverà autonomamente per garantire il transito delle navi mercantili italiane nello stretto di Bab el-Mandeb, senza aspettare l’Unione europea con la missione Aspides.
“Ho deciso con il capo di Stato maggiore, vista la situazione difficile che si sta ripresentando nello stretto e che si somma a quella di Hormuz, di non aspettare che sia Aspides a decidere se le navi possono passare o meno e come farlo passare”, ha dichiarato Crosetto, durante la quarta edizione del forum “Risorsa Mare”, in corso a La Spezia. Il ministro ha aggiunto che la Marina italiana è “in grado di garantire il passaggio” grazie alle informazioni raccolte dal comparto dei servizi e condivise con le Forze armate.
Lo stretto di Bab el-Mandeb, che collega il Mar Rosso al Golfo di Aden, è tornato ad essere un obiettivo delle milizie yemenite sciite del gruppo Ansar Allah (meglio noti come Houthi), che tengono sotto controllo ampie zone della costa e la storica capitale Sana’a. Solo la minaccia di un attacco ha già sospeso parte del traffico commerciale nella zona, allungando i tempi e aumentando i costi di trasporto delle merci.
La fregata Fremm “Carlo Bergamini” si trova ferma al porto di Gibuti, mentre secondo fonti della Difesa almeno una decina di navi mercantili italiane aspettano di poter attraversare lo stretto sotto scorta.
Le ragioni della scelta e il rapporto con Bruxelles
Secondo le parole del ministro, aspettare la burocrazia dell’Unione europea con la missione Aspides significherebbe “ritardare l’economia” e “aggravare i problemi” legati al blocco dei traffici. Per Crosetto il presidio del mare è “fondamentale non solo dal punto di vista militare” ma anche per la sicurezza economica e sociale del Paese, dato che quasi il 90% dei traffici di merci passa via mare.
La mossa arriva in un contesto in cui la missione Aspides, attivata dall’Unione europea per proteggere la navigazione commerciale nel Mar Rosso, non ha ancora fornito indicazioni sul passaggio delle navi italiane. L’iniziativa nazionale annunciata da Crosetto è stata letta da alcuni osservatori come un’implicita presa di distanza da Bruxelles, accusata di aver lasciato Roma senza risposte tempestive.
Tuttavia, Crosetto ha precisato che la decisione operativa non è al momento ancora definitiva.
“Non decido adesso” che l’eventuale invio di unità militari a scorta dei mercantili sarà valutato insieme al Governo e al Parlamento. Il ministro ha dato indicazioni ai vertici della Difesa affinché venga condotta una valutazione della situazione operativa e di sicurezza nel Mar Rosso e predisposto un piano per garantire il libero transito attraverso lo stretto.
Crosetto ha inoltre precisato che l’area di Gibuti non è coinvolta dalle azioni degli Houthi e che l’obiettivo resta circoscritto al ripristino del traffico delle navi italiane attraverso Bab el-Mandeb.

