Il riconoscimento da parte degli Stati Uniti, questa settimana, del fatto che il Pentagono stia impiegando armi in orbita terrestre, segna un momento cruciale nella militarizzazione dello spazio, volta a scoraggiare quelle che i funzionari statunitensi descrivono come attività orbitali aggressive da parte di Cina e Russia, secondo quanto affermato da funzionari e analisti.
Il capo della US Space Force, Douglas Schiess, ha dichiarato martedì che i membri arruolati del suo ramo militare “gestiscono armi in orbita in grado di difendere le forze congiunte da attacchi provenienti dallo spazio”. Ha aggiunto che la forza armata compirà “scelte disciplinate e responsabili” nell’ampliare il proprio arsenale di difesa orbitale nei prossimi anni.
Le dichiarazioni di Schiess a una conferenza vicino a Washington sono giunte un giorno dopo che il Segretario dell’Aeronautica statunitense Troy Meink aveva affermato che gli Stati Uniti “dispongono di armi di controllo spaziale in orbita in grado di difendere le forze congiunte da azioni ostili avversarie”. Si è trattato della più chiara ammissione finora da parte di un funzionario del Pentagono circa la presenza di armi statunitensi in orbita, in un contesto di crescenti tensioni spaziali con Russia e Cina.
Le dichiarazioni rilasciate questa settimana dai massimi funzionari militari e spaziali di Washington fanno parte del “crescente livello di disinvoltura del governo statunitense nel parlare di azioni aggressive nello spazio”, un fenomeno che si è consolidato negli ultimi anni, ha affermato Victoria Samson, direttrice per la sicurezza e la stabilità spaziale presso la fondazione no-profit Secure World Foundation.
“Siamo passati dal non parlare di capacità anti-spaziali… ad affermare categoricamente di avere armi nello spazio”, ha detto Samson. “Il pendolo continua a spostarsi in quella direzione”.
Schiess e Meink si sono rifiutati di specificare a quali tipi di armi si riferissero quando hanno parlato con i giornalisti dopo le loro dichiarazioni.
In risposta all’ammissione da parte degli Stati Uniti dell’esistenza di armi orbitali, il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Guo Jiakun, ha affermato che Pechino “sostiene l’uso pacifico dello spazio extra-atmosferico e la sua sicurezza, e si oppone a qualsiasi corsa agli armamenti nello spazio o a qualsiasi tentativo di militarizzarlo e trasformarlo in una zona di guerra”.
Il Ministero degli Esteri russo ha affermato che riconoscere il dispiegamento di armi orbitali da parte di Washington ignora le possibili conseguenze di un conflitto e minaccia la stabilità a lungo termine delle attività spaziali.
I conflitti potrebbero estendersi nello spazio
Gli Stati Uniti, la Cina e la Russia – le tre maggiori potenze spaziali mondiali – sono impegnate da anni in una corsa contro il tempo per costruire e dispiegare una serie di reti satellitari e veicoli spaziali manovrabili dotati di capacità che potrebbero essere utilizzate per attaccare o manomettere altri veicoli spaziali.
Ma poiché le norme militari, i precedenti strategici e le leggi di guerra nel campo di battaglia relativamente sconosciuto dello spazio rimangono poco sviluppati, non si ha notizia di alcuna nazione che abbia compiuto il passo ben più significativo di attaccare fisicamente il satellite di un’altra nazione nello spazio.
Tuttavia, le dichiarazioni degli Stati Uniti sottolineano la rapidità con cui gli sviluppi nelle tecnologie spaziali si sono trasformati in preparativi sempre più aperti per la prospettiva di un conflitto che si estenda nello spazio, mentre le battaglie dall’Ucraina al Medio Oriente dimostrano quanto i satelliti siano diventati indispensabili per supportare la guerra moderna sulla Terra.
“Il riconoscimento di queste capacità di controllo spaziale è fondamentale per garantire che la deterrenza non fallisca e che siamo pronti, qualora la deterrenza non dovesse avere successo, ad impiegarle efficacemente”, ha dichiarato martedì Richard Palmer, direttore della Direzione per l’integrazione delle capacità e delle risorse presso il Comando spaziale degli Stati Uniti.
Intervenendo a una conferenza sulla difesa spaziale organizzata dalla società di consulenza Novaspace a Parigi, Palmer ha aggiunto che “ci sono alcuni attori in tutto il mondo molto interessati a minare gli interessi collettivi dei paesi e degli alleati riuniti qui in questa platea e in tutta Europa e nel resto del mondo”. Si è rifiutato di discutere la natura o le capacità di queste armi.
“In definitiva, le nostre forze congiunte e le nostre forze alleate hanno bisogno di spazio. Le nostre economie hanno bisogno di spazio”, ha aggiunto Palmer. “Negli Stati Uniti siamo pronti a preservarlo”, ha affermato.
Prepararsi alla guerra nello spazio
Per decenni, i satelliti hanno fornito servizi di comunicazione, navigazione e intelligence alle forze armate sulla Terra e, una volta immessi in orbita, in genere sono rimasti su traiettorie fisse.
Tuttavia, sempre più spesso gli eserciti li considerano piattaforme d’arma attive, capaci di lanciare attacchi interrompendo le operazioni di un satellite tramite il disturbo del segnale, utilizzando laser per accecare i sensori o persino catturando veicoli spaziali nemici.
Nel 2022 la Cina ha dimostrato di essere in grado di comandare a un satellite di agganciarsi a un altro veicolo spaziale e di spostarlo in orbita.
Gli Stati Uniti hanno recentemente condotto la loro più grande esercitazione orbitale, denominata Apollo Maneuvers, progettata per dimostrare operazioni spaziali dinamiche. Ha coinvolto satelliti in orbite multiple simultaneamente, oltre alla partecipazione di partner internazionali e commerciali.
Nonostante le manifestazioni sempre più intense, i funzionari statunitensi non hanno ancora discusso apertamente delle armi specifiche in questione, lasciando spazio a supposizioni e interpretazioni che influenzeranno la risposta degli avversari degli Stati Uniti e rischiano di accelerare la corsa agli armamenti nello spazio, ha affermato Craig Albert, direttore del corso di laurea magistrale in Studi di intelligence e sicurezza presso l’Università di Augusta.
“In assenza di informazioni complete, i concorrenti potrebbero presumere che i sistemi minaccino le proprie risorse spaziali e investire in capacità di contrasto spaziale o in armi comparabili”, ha affermato Albert.
Il capo del Comando spaziale statunitense ha avvertito che gli avversari stanno sviluppando capacità per negare agli Stati Uniti l’accesso a sistemi chiave e ridurre l’efficacia militare, e che probabilmente cercherebbero di colpire le risorse spaziali statunitensi nelle prime fasi di un conflitto.
Anche altri paesi stanno cercando di sviluppare armi anti-spaziali. Tra questi, la Germania, che ha un piano di spesa militare spaziale da 35 miliardi di euro (40 miliardi di dollari) volto a contrastare le crescenti minacce provenienti dagli avversari.
Articolo tradotto da Simone Cantarini. Leggi qui l’articolo originale pubblicato da EuAlive.

