La Commissione europea ha risposto ieri alla lettera inviata da sei stati membri, fra cui l’Italia, in cui si chiedeva di tassare gli extraprofitti straordinari delle compagnie petrolifere derivanti da shock esterni. La competenza in materia fiscale è ancora nelle mani degli Stati.

Nella lettera indirizzata all’Irlanda, che detiene la presidenza di turno del Consiglio dell’Unione europea, Germania, Spagna, Portogallo, Italia, Polonia e Austria hanno chiesto di inserire la questione nell’agenda dei ministri del prossimo vertice dei ministri Finanze, in programma a Dublino il 18 e 19 settembre.

Per far fronte all’aumento dei prezzi del costo del carburante i tagli delle accise sulla benzina e sul diesel non bastano più. “Stiamo vivendo uno dei più grandi shock dell’offerta degli ultimi decenni e in tutto il mondo cresce il malcontento per l’aumento del costo della vita”, hanno scritto i governi nella lettera, citata dall’agenzia Reuters. “Le misure adottate finora dai governi non sono state sufficienti a ridurre o stabilizzare in modo duraturo i prezzi per le imprese e i cittadini. È per questo che abbiamo bisogno di un approccio comune che garantisca che coloro che traggono profitto dalla crisi contribuiscano ad alleviare il peso che grava sull’intera società”.

Giganti del petrolio alle corde: sei Paesi europei vogliono la “tassa sugli extraprofitti”

Dall’inizio della guerra di Stati Uniti e Israele contro l’Iran, i prezzi del petrolio sono aumentati di circa il 25%, con il prezzo del diesel che è cresciuto di oltre il 70% in Europa, mentre quello della benzina  di circa il 20%.

Tuttavia, risponde la Commissione europea, in materia fiscale l’Unione non può agire: la tassazione resta infatti una competenza dei singoli Stati membri che possono quindi agire autonomamente aumentando la pressione sulle aziende petrolifere. “La tassazione degli extraprofitti è di competenza degli Stati membri, che possono agire sulla base della legislazione nazionale” ha commentato un portavoce della Commissione, come riporta da RaiNews.it. “Gli Stati UE possono già avvalersi dei propri poteri fiscali nazionali per affrontare i costi in termini di equità sociale e per progettare misure come la tassazione degli extraprofitti, se lo desiderano, come indicato nella comunicazione AccelerateEU del 22 aprile”.

La leader dem ha colto subito l’assist sollecitando il Governo ad agire. “Mettano da parte l’orgoglio e abbiano il coraggio di tassare gli extraprofitti delle grandi società energetiche per tutelare famiglie e imprese” ha commentato sui social la segretaria del PD Elly Schlein, che in un altro post ha affermato: “In attesa che la proposta raccolga il consenso necessario a livello UE, Meloni e Giorgetti passino dalle parole ai fatti, assumano l’iniziativa e introducano questa tassa a livello nazionale. Le misure tampone non bastano più”.

Dai propri social, il presidente del M5S chiede un Consiglio dei ministri straordinario “per intervenire subito, anche se siamo già in forte ritardo”. “Serve recuperare risorse anche dagli extraprofitti di settori che hanno fatto utili record con le varie emergenze e che sono intoccabili per questo Governo” ha commentato Giuseppe Conte.

Anche Nicola Fratoianni aveva sostenuto, in un’intervista a Tg3, la proposta di tassare gli extraprofitti delle società energetiche che, secondo il leader di Sinistra Italiana, “hanno guadagnato tantissimo nella crisi internazionale e nell’aumento dei costi del petrolio”. Di un’altra opinione è Carlo Calenda, segretario di Azione, che ha invece proposto di rivedere al rialzo le accise su tabacco, gioco d’azzardo e superalcolici definite “tra le più basse d’Europa”.

All’interno della maggioranza sembra non esserci una posizione univoca. Da una parte la Lega apre ad interventi sulle accise, mentre Forza Italia si oppone, proponendo invece un “modello volontaristico” secondo il quale sarebbero le compagnie petrolifere a destinare un contributo volontario o concordato per supportare l’economia nazionale. Nel frattempo, da domani scatta la sospensione del taglio delle accise, con un prezzo della benzina previsto attorno ai 2,3-2,4 euro al litro.

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