La Banca centrale europea (BCE) ha deciso di mantenere invariati i tre principali tassi di interesse. La decisione presa durante il Consiglio direttivo lascia quindi i tassi rispettivamente al 2,25% (linea di credito sui depositi), 2,40% (principali operazioni di rifinanziamento) e al 2,65% (linea di credito marginale). La decisione giunge dopo il rialzo i 25 punti base dello scorso 11 giugno, il primo dal settembre 2023, a seguito della complessa situazione internazionale segnata dalla recrudescenza del conflitto in Medio Oriente e dal nuovo shock sui prezzi dell’energia legato al blocco dello Stretto di Hormuz.

In una nota diramata al termine del Consiglio direttivo, la BCE ha sottolineato che “le prospettive per i prezzi dell’energia, pur essendo altamente volatili, si attestano attualmente vicino allo scenario di base delle proiezioni del personale dell’Eurosistema di giugno e ben al di sopra dei livelli registrati prima del conflitto in Medio Oriente”.

Tuttavia, secondo l’Eurotower, “l’incertezza rimane elevata e il pieno impatto inflazionistico dello shock energetico non si è ancora manifestato”.

La BCE ha assicurato che il Consiglio direttivo sta “monitorando attentamente l’intensità e la durata dello shock, nonché i suoi effetti indiretti e di secondo ordine”, mantenendo l’impegno “a definire la politica monetaria in modo da garantire che l’inflazione si stabilizzi al suo obiettivo del 2% nel medio termine”.

Con la decisione odierna, il Consiglio direttivo ha inoltre sottolineato di restare “ben posizionato per gestire l’incertezza causata dal conflitto”, ribadendo come “un approccio basato sui dati” e una valutazione “riunione per riunione per determinare l’orientamento di politica monetaria più appropriato”, basata anzitutto “sulla valutazione delle prospettive di inflazione e dei rischi ad esse connessi, alla luce dei dati economici e finanziari in arrivo, nonché delle dinamiche dell’inflazione di fondo e della forza di trasmissione della politica monetaria”.

Come già più volte affermato in questi mesi, il Consiglio direttivo ha escluso di volersi impegnare “a priori su una particolare traiettoria dei tassi”.

L’impatto completo dello shock energetico deve ancora manifestarsi

In conferenza stampa, la presidente della BCE Christine Lagarde ha insistito sul fatto che la decisione di mantenere invariati i tassi è arrivata dopo una valutazione approfondita dell’evoluzione del quadro economico e geopolitico rispetto alla riunione di giugno. “Abbiamo trascorso gli ultimi due giorni con i membri del Consiglio direttivo esaminando tutti i dati disponibili e valutando la situazione dall’ultima decisione di politica monetaria”, ha spiegato. Lagarde ha ricordato che, in una prima fase, gli sviluppi erano stati relativamente favorevoli: l’inflazione era risultata più bassa del previsto, al 2,8% invece del 3,2% atteso, mentre l’attività economica, al netto dell’Irlanda, aveva mostrato una crescita dello 0,3%. Anche il memorandum d’intesa tra Stati Uniti e Iran e il successivo cessate il fuoco avevano determinato una diminuzione dei prezzi del petrolio più rapida delle attese. “Poi è arrivata una seconda fase, nella quale il memorandum ha avuto vita breve, il cessate il fuoco è stato violato più volte e siamo giunti alla situazione attuale, con una chiara recrudescenza del conflitto e sviluppi rilevanti sui mercati delle materie prime”, ha aggiunto.

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