Il partito polacco Diritto e Giustizia (PiS | ECR) ha introdotto ieri, 15 luglio, il divieto per i membri del partito di partecipare ad associazioni “di carattere politico”. Jarosław Kaczyński, presidente del PiS, ha posto un ultimatum ai suoi compagni di partito: o la partecipazione a un’associazione oppure l’appartenenza al suo partito.

I politici del PiS che avevano aderito a una delle associazioni interne al partito hanno ricevuto una settimana di tempo per prendere una decisione.

La questione riguarda soprattutto l’associazione “Rozwój Plus” – “Sviluppo Plus” – dell’ex primo ministro e vicepresidente del PiS Mateusz Morawiecki, ma anche “Po Pierwsze Polska” – “Prima di tutto la Polonia” dell’ex vicepremier e ministro Jacek Sasin, nata come contrappeso alla prima. I suoi membri erano riuniti attorno alla fazione di Przemysław Czarnek, indicato dal PiS come possibile futuro capo del governo.

Tuttavia, mentre Sasin ha immediatamente annunciato la fine dell’attività della sua associazione, Morawiecki ha dichiarato che continuerà il lavoro della propria. Secondo l’agenzia PAP, i politici del PiS legati alla fazione del vicepresidente del partito hanno dichiarato di voler rimanere nella sua organizzazione.

Sembra quindi che Jarosław Kaczyński stia consapevolmente correndo il rischio di una molto probabile spaccatura interna al partito in nome della sua unità.

“I membri del PiS, indipendentemente dalle funzioni ricoperte, sono obbligati ad astenersi completamente dall’appartenenza a qualsiasi associazione, fondazione o altra organizzazione il cui obiettivo statutario o effettivo sia lo svolgimento di attività di carattere politico, compresa la partecipazione attiva ai lavori, agli incontri, agli eventi o ai progetti realizzati da tali organizzazioni”, ha dichiarato il portavoce del partito Rafał Bochenek.

Durante un briefing con la stampa ha aggiunto che “i membri di Diritto e Giustizia non dovrebbero inoltre partecipare ai lavori, agli incontri, agli eventi o ai progetti realizzati da tali organizzazioni, salvo che si tratti di organizzazioni che operano con il consenso delle autorità del partito”.

Sulla piattaforma X ha poi sottolineato che i membri del PiS “sono obbligati a lasciare immediatamente tali organizzazioni entro 7 giorni, cioè entro giovedì 23 luglio, e a presentare al presidente del gruppo parlamentare una dichiarazione appropriata che attesti la loro assenza di appartenenza a tali organizzazioni”.

Un modello di questa dichiarazione sarà inviato da Mariusz Błaszczak a tutti i deputati, senatori ed eurodeputati del partito. “Oggi l’obiettivo prioritario di tutti coloro che vogliono il bene della nostra Patria è l’unità dei patrioti polacchi”, ha concluso Bochenek nel suo messaggio sui social.

Dello scioglimento dell’associazione “Po Pierwsze Polska” hanno informato Jacek Sasin e Tobiasz Bocheński durante una conferenza stampa tenuta ieri davanti alla sede del PiS a Varsavia.

“Serve unità, una mobilitazione totale di tutte le forze. Questa decisione è una questione ovvia: il PiS deve essere un partito unito”, ha dichiarato Sasin. “Ho dichiarato, a nome mio e dei membri dell’associazione che ci adegueremo. Mi aspetto che tutti coloro che pensano alla Polonia prendano una decisione simile”.

“Ci auguriamo che la decisione del presidente del PiS venga rispettata da tutti”, ha aggiunto Bocheński. “È questo il significato di un partito politico, di una corporazione, di un’azienda. Gli elettori si aspettano da noi unità e lavoro politico”.

Morawiecki – come aveva annunciato – non si è presentato alla riunione di mercoledì e la decisione è stata presa in sua assenza. L’ex premier, del resto, da qualche tempo boicotta tutti gli incontri del PiS. Secondo quanto riportato dai media, Morawiecki non solo non avrebbe intenzione di sciogliere “Rozwój Plus”, ma ha anche promosso un evento dell’associazione per il 31 luglio.

L’iniziativa dovrebbe comprendere un barbecue e oltre 20 dibattiti e panel, con la partecipazione di almeno 50 relatori e ospiti speciali. “È un evento per coloro che vogliono ascoltare, discutere e contribuire alla creazione di idee per una Polonia ambiziosa, efficiente e moderna”, si legge nella descrizione.

Il primo ministro Donald Tusk ha commentato in modo ironico e ambiguo gli eventi interni al PiS. “Stai grigliando, Mateusz”, ha scritto sui social, in riferimento a Morawiecki.

“L’associazione Rozwój Plus è diventata un luogo in cui i polacchi vogliono discutere del futuro, presentare soluzioni concrete e raggiungere quelle persone che oggi si aspettano dalla politica soprattutto sviluppo, sicurezza e una visione ambiziosa dello Stato”, così Mateusz Morawiecki ha spiegato il ruolo della propria associazione in una dichiarazione pubblicata ieri pomeriggio sulla piattaforma X.

L’ex premier ha sottolineato che è necessario sia “un forte voce in difesa dei valori”, sia un’apertura verso coloro che desiderano una “Polonia moderna, dinamica e forte”. Morawiecki ha aggiunto l’importanza di “parlare con il nostro linguaggio. Con coraggio, chiarezza e senza complessi”.

La sua proposta è rivolta a coloro “che non vogliono una guerra eterna, ma si aspettano dalla politica capacità di realizzare risultati concreti”. Secondo il vicepresidente del PiS, oggi i polacchi si aspettano risposte alle sfide più importanti e “non hanno bisogno di altri slogan superficiali, dispute sterili e di una politica basata esclusivamente sullo scontro reciproco”.

“Abbiamo un’opportunità unica di costruire una Grande Polonia, quella sognata da generazioni. Non possiamo perdere di vista questo obiettivo affondando nel pantano dei conflitti. Questo è e resterà lo scopo delle attività dell’associazione Rozwój Plus”, ha sottolineato Morawiecki.

Il suo messaggio è stato ricondiviso da altri politici del PiS, come dimostrazione della loro lealtà. Tra questi Piotr Müller, Łukasz Schreiber, Waldemar Buda, Janusz Cieszyński, Krzysztof Szczucki, Marcin Horała e Olga Semeniuk-Patkowska.

Alle dichiarazioni dei politici vicini all’associazione di Morawiecki ha risposto anche il portavoce del partito Bochenek, evidenziando come attività esterne alla linea del PiS priverebbero il partito dei finanziamenti necessari per vincere.

“Consigliamo sinceramente alle colleghe e ai colleghi di riflettere su questo. Non facilitiamo la vittoria di Tusk”, ha dichiarato Bochenek sui social.

Tradotto da Cesare Ceccato. Articolo originale pubblicato su Focus Europe Poland disponibile qui.

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