La Polonia ha firmato un contratto da 47 miliardi di corone svedesi, pari a circa 4,5 miliardi di euro, per l’acquisto di tre sottomarini A26 dal gruppo svedese Saab. L’intesa, annunciata il 29 giugno a Gdynia durante le consultazioni intergovernative tra Varsavia e Stoccolma, rappresenta uno dei principali programmi di ammodernamento navale avviati dalla Polonia e rafforza ulteriormente l’asse politico-industriale con la Svezia sul fianco nord-orientale della NATO.
L’ordine rientra nel programma Orka, con cui Varsavia punta a sostituire l’attuale componente subacquea della propria marina, ormai ridotta a un solo battello di epoca sovietica: l’ORP Orzeł, un sottomarino classe Kilo in servizio da circa quarant’anni e sempre più oneroso da mantenere. Il contratto non comprende soltanto le tre unità A26 Blekinge-class, ma anche un pacchetto di armamenti, addestramento e supporto logistico; le consegne finali sono previste entro il 2038.
La scelta di Saab era stata formalizzata dal governo polacco nel novembre 2025, ma l’accordo di Gdynia trasforma ora la decisione politica in un impegno industriale e finanziario vincolante. Parallelamente, Polonia e Svezia hanno concordato la disponibilità temporanea del sottomarino svedese HMS Södermanland, della classe A17 Västergötland, che dovrà fungere da soluzione transitoria per mantenere capacità operative e addestrative fino all’entrata in servizio dei nuovi battelli.
Il valore dell’operazione non si limita all’acquisizione di piattaforme navali. Il primo ministro svedese Ulf Kristersson definito la firma del contratto una “tappa storica” per i rapporti tra Polonia e Svezia, sottolineando che centinaia di aziende polacche dovrebbero essere coinvolte come subfornitrici, mentre Saab ha già stretto accordi con il gruppo statale polacco PGZ per sviluppare capacità locali di manutenzione, riparazione e revisione delle unità. L’obiettivo di Varsavia è evitare una dipendenza totale dalla filiera svedese, costruendo nel Paese una base industriale capace di sostenere nel tempo il ciclo di vita dei sottomarini.
“Una forte forza sottomarina polacca rafforza la sicurezza nel nostro Mar Baltico condiviso e nell’intera NATO”, ha affermato il premier svedese in un messaggio su X.
“Quando Svezia e Polonia condividono le capacità più avanzate nel Mar Baltico, la nostra parte del mondo diventa più sicura. Questo accordo rafforza anche la competitività di entrambi i nostri paesi. Il progetto dovrebbe creare più di 7.000 posti di lavoro in Polonia”, ha aggiunto.
Per il premier polacco Donald Tusk, l’intesa rappresenta dunque “una vera partnership” industriale e non una semplice commessa militare. Il messaggio politico è rivolto soprattutto al Baltico, dove l’invasione russa dell’Ucraina, la militarizzazione dell’enclave di Kaliningrad e i ripetuti timori per la sicurezza di cavi, gasdotti e altre infrastrutture sottomarine hanno cambiato la percezione della minaccia.
Varsavia e Stoccolma hanno rafforzato negli ultimi anni la cooperazione in materia di difesa, anche dopo l’adesione della Svezia alla NATO, e nel 2024 avevano già siglato un partenariato strategico su sicurezza, sviluppo economico e sostegno all’Ucraina.
Gli A26 sono sottomarini convenzionali diesel-elettrici progettati espressamente per operare nel Mar Baltico, un teatro relativamente poco profondo, congestionato e caratterizzato da fondali che rendono più complessa l’attività antisommergibile. Dotati di propulsione indipendente dall’aria basata su motori Stirling, possono restare immersi per periodi prolungati riducendo la propria rilevabilità. La piattaforma include inoltre un portale multi-missione a prua, pensato per l’impiego di sommozzatori, sistemi senza pilota e operazioni sui fondali, comprese attività di sorveglianza e protezione delle infrastrutture critiche subacquee.
Resta tuttavia un elemento di rischio. Il programma A26 non è ancora entrato in servizio neppure nella marina svedese e ha registrato negli anni ritardi e aumenti di costo. I due battelli ordinati da Stoccolma nel 2015, inizialmente attesi nel 2023, dovrebbero essere consegnati solo dal 2031; il costo previsto per il programma svedese è salito sensibilmente rispetto alle stime iniziali. Saab ha annunciato di voler parallelizzare la produzione in più siti per rispettare la tabella di marcia polacca, ma l’esperienza del programma suggerisce che Varsavia dovrà monitorare con attenzione tempi, costi e capacità produttiva del fornitore.
La Polonia sta espandendo le proprie Forze armate a tappe forzate
La Polonia è tra i Paesi europei che stanno investendo maggiormente nell’ammodernamento e nell’espansione della propria difesa. Secondo le più recenti stime NATO, nel 2025 la Polonia ha portato la spesa per la difesa al 4,7% del PIL, la percentuale più elevata tra i Paesi dell’Alleanza atlantica.
Varsavia è il Paese che si è aggiudicato la fetta più ampia dello strumento da 150 miliardi di euro Security Action for Europe (SAFE), ovvero 43,7 miliardi di euro. Nel mese di maggio, il ministero della Difesa ha firmato contratti per oltre 25 miliardi di euro con l’industria della difesa nazionale, nell’ambito del prestito comune europeo SAFE. Una corsa contro il tempo finalizzata a modernizzare l’esercito polacco entro il 2030 e che ha riguardato anzitutto ordini e programmi per artiglieria e mezzi corazzati.
Come sottolineato dall’analista del think tank Polityka Insight, Marek Świerczyński, al quotidiano francese Les Echos, la Polonia mira a costruire il primo esercito d’Europa, modellato su una minaccia ben identificata, la Russia, e su un possibile teatro operativo, le pianure dell’Europa orientale. Come sottolineato dall’esperto, le Forze armate polacche sono ancora dotate di molti veicoli risalenti agli anni Settanta.
La Polonia sta modernizzando anche la propria cyberdifesa e la Marina militare, piuttosto antiquata, che finora era il settore meno sviluppato delle forze armate polacche.
Sempre nell’ambito di SAFE, la Polonia dovrebbe firmare prossimamente con Airbus un contratto per l’acquisto di aerei per il rifornimento in volo, cruciali per garantire le operazioni della flotta di caccia polacca, recentemente rafforzata con i primi F-35 statunitensi.

