Per la prima volta da oltre un anno e mezzo, i leader dell’Unione europea tornano a parlare con una sola voce sull’Ucraina. Giovedì sera, nella prima giornata del vertice, il Consiglio europeo ha approvato all’unanimità le conclusioni del vertice dedicate alla guerra russa contro Kyiv. Non accadeva dal dicembre 2024 che tutti e 27 gli Stati membri riuscissero a convergere su un testo comune sul sostegno all’Ucraina.
Il via libera è arrivato nella prima giornata del summit di Bruxelles, alla presenza del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, e rappresenta un segnale di compattezza in una fase in cui l’Unione cerca di ritagliarsi uno spazio più chiaro nel possibile percorso diplomatico verso la fine del conflitto. Nelle conclusioni, i leader hanno ribadito il sostegno “fermo e incrollabile” all’indipendenza, alla sovranità e all’integrità territoriale dell’Ucraina entro i suoi confini internazionalmente riconosciuti, confermando che l’UE continuerà a fornire assistenza politica, finanziaria, economica, umanitaria, militare e diplomatica a Kyiv.
Il passaggio più significativo riguarda però il processo di adesione. Il Consiglio europeo accoglie con favore la conferenza intergovernativa del 15 giugno e l’apertura del cluster “fondamentali”, che comprende Stato di diritto, diritti fondamentali, funzionamento delle istituzioni democratiche, pubblica amministrazione e criteri economici. Nelle conclusioni, i leader affermano di attendere “con interesse” l’apertura degli altri cluster, “in linea con l’approccio basato sul merito”. Non viene fissato un calendario, ma viene confermato che l’allargamento all’Ucraina resta sul tavolo e l’UE intende mantenere aperta la prospettiva europea di Kyiv.
Sul piano diplomatico, le conclusioni fissano anche il perimetro della posizione europea in vista di un eventuale negoziato con la Russia. Una pace giusta e duratura, si legge nel testo, dovrà essere basata sulla Carta delle Nazioni Unite e sul diritto internazionale, sostenuta da garanzie di sicurezza “solide e credibili” per l’Ucraina. I confini non possono essere modificati con la forza, l’aggressore non può essere premiato e la sicurezza di lungo periodo di Kyiv deve essere garantita.
L’UE rivendica per sé un ruolo nella futura architettura negoziale. “Il percorso verso la pace in Ucraina non può essere deciso senza l’Ucraina”, affermano i leader, aggiungendo che l’UE deciderà sulle materie di propria competenza o che incidono sulla sua sicurezza. Il Consiglio europeo sostiene, inoltre, gli sforzi diplomatici per porre fine alla guerra e sottolinea che l’Europa “ha un ruolo chiave da svolgere in una futura soluzione” ed è pronta a difendere i propri interessi.
Il riferimento risponde anche alla richiesta di Zelensky di un coinvolgimento europeo più attivo, in una fase in cui si moltiplicano i canali di contatto e i tentativi di preparare il terreno a un eventuale negoziato. I contatti esplorativi avviati dagli uffici del presidente del Consiglio europeo Antonio Costa con interlocutori russi sono stati presentati come una forma di preparazione politica, non come l’avvio di trattative sostanziali. Del resto, secondo quanto riferisce il settimanale tedesco Der Spiegel, non vi sarebbe al momento una comune visione comune tra i leader UE, con Germania e Francia che sarebbero fortemente contrarie a un ruolo di Costa in qualità di mediatore.
La linea resta comunque quella della pressione su Mosca. I capi di Stato e di governo chiedono alla Russia di dimostrare una reale volontà di pace, accettare un cessate il fuoco pieno, incondizionato e immediato, e impegnarsi in negoziati significativi. Allo stesso tempo, l’UE conferma la volontà di indebolire ulteriormente l’economia di guerra russa, riducendo le entrate energetiche, colpendo la cosiddetta flotta ombra e limitando ancora di più il sistema bancario russo.
Il Consiglio europeo accoglie con favore le ultime misure adottate contro la flotta ombra, dopo il ventesimo pacchetto di sanzioni, e chiede la rapida adozione del ventunesimo pacchetto. I leader insistono anche sulla necessità di rafforzare l’applicazione delle misure già in vigore, chiudere le falle e potenziare gli strumenti anti-elusione, in coordinamento con il G7 e con gli altri partner internazionali.
In parallelo, i Paesi UE hanno dato il via libera politico al rinnovo annuale, e non più semestrale, delle sanzioni economiche settoriali contro la Russia, riducendo così la frequenza con cui il dossier deve tornare sul tavolo dei governi nazionali e limita la possibilità che singoli Stati membri utilizzino il rinnovo periodico come leva negoziale. Finora, le misure economiche erano state prorogate ogni sei mesi.
Nelle conclusioni entra anche il principio dell’isolamento internazionale della Russia finché non ci sarà una pace giusta e duratura. Secondo i leader europei, non dovrebbe esserci una normalizzazione della partecipazione russa agli eventi sportivi e culturali internazionali. È un passaggio che amplia il terreno dello scontro oltre il piano militare ed economico, confermando la volontà dell’UE di mantenere Mosca sotto pressione anche sul piano simbolico e diplomatico.
Il testo contiene inoltre un avvertimento rivolto ai Paesi che sostengono direttamente o indirettamente lo sforzo bellico russo. Il Consiglio europeo esorta tutti gli Stati a cessare immediatamente qualsiasi forma di assistenza a Mosca, in particolare attraverso la fornitura di beni e componenti a duplice uso. Vengono citati espressamente il dispiegamento di forze nordcoreane contro l’Ucraina e il sostegno militare fornito alla Russia da Iran, Bielorussia e Corea del Nord, “tra gli altri”.
I leader condannano anche la nuova escalation russa contro le città ucraine e le infrastrutture energetiche, compresi gli attacchi contro il sito della Lavra delle Grotte di Kyiv, patrimonio mondiale dell’UNESCO. Le conclusioni richiamano poi gli incidenti che hanno coinvolto Stati membri dell’UE, tra cui il caso del drone russo carico di esplosivi precipitato su un edificio residenziale in Romania, considerato una minaccia diretta alla sicurezza dei cittadini europei e alla stabilità regionale.
Sul piano militare, l’UE ribadisce l’urgenza di accelerare la produzione e la consegna all’Ucraina di equipaggiamenti prioritari: sistemi di difesa aerea, munizioni, droni e missili. Il Consiglio europeo sottolinea anche l’importanza di rafforzare la cooperazione industriale tra l’UE e l’Ucraina nel settore della difesa, trasformando l’esperienza maturata da Kyiv sul campo in un elemento della più ampia preparazione europea.
C’è infine il capitolo della ricostruzione. L’Unione europea conferma il proprio impegno a sostenere riparazione, ripresa e ricostruzione dell’Ucraina in coordinamento con i partner internazionali. In questo quadro, i leader guardano alla Conferenza sulla ripresa dell’Ucraina in programma a Danzica il 25 e 26 giugno, dove dovrebbe iniziare una nuova discussione sui contributi necessari per sostenere il Paese nel medio periodo.
[a cura di Simone Cantarini]

